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Perché mi giravano i c...
 Il mio blog: http.//sensiblandi.splinder.com
Io ho iniziato a scrivere un Blog perché mi giravano i coglioni. Ero sopraffatta dal giramento di coglioni. Ho scoperto che il Blog aiuta, molto. Aiuta anche a capire che a volte i motivi per cui girano i coglioni non sono nemmeno dei motivi seri. A volte, invece, quando seri lo sono, aiuta a sentirsi meno soli e ad imparare. Perché, come ho scritto nel Blog, é dalle Storie che si impara a vivere.
Quindi un grazie a Splinder,
e a presto
Mimi
Il blog per esprimere ciò che si prova
 Il mio blog: http://mywhile.splinder.com/
Come mai aprire un blog?
I motivi possono essere molteplici, ma quello principale, secondo me, è sempre uno: Esprimere ciò che si prova, e cercare di farlo provare a chi legge i nostri articoli. Molte volte mi sono chiesto: "Ma cosa spinge così tante persone a mettersi a nudo su di un pagina web?" e non trovavo una risposta plausibile, per quanto mi scervellassi. Avevo pensato che fosse solo la foga di prendersi un pezzo di internet tutto per sé, un po' come coltivare il proprio giardino e dire: "Io sono su Internet!", ma mi sono dovuto smentire da solo. Un blog non è una semplice pagina internet, non una fredda serie di codici più o meno sensati, non un'accozzaglia di immagini e video messi un po' alla rinfusa. No. Il blog è te stesso. Il blog è quello che senti, quello che sei, quello che sei stato e quello che vorresti essere. Il blog è quell'emozione che hai provato, così forte da spingerti a volerla condividere con il maggior numero di persone possibile, perché anche loro provino qualcosa, perché anche loro sentano il brivido che hai percepito tu. Alle volte non ci si riesce a trasmettere tutto questo, ma non ha importanza, la prossima volta faremo meglio. Siamo investiti da tante di quelle emozioni ogni giorno che nemmeno ci rendiamo conto di provarle, allora perché non prenderne una piccola parte, impacchettarla, e regalarla a qualcun'altro?
Un abbraccio
V.
Un blog collage
 Il mio blog : http://sieropositiva.splinder.com
Amo raccontare di me... Questo blog "sieropositiva" è un raccolta del virus. Un collage di pensieri, parole, informazioni, campagne, idee, più che di fatti. Non sempre riesci a starci dietro e a capirli fino in fondo. Ognuno affronta la sieropositività come sa e come può.
Appena risulti sieropositivo ti viene una gran voglia di sapere tutto e subito... ecco io ce la sto mettendo tutta. Sto raccogliendo piu' informazioni possibili.
Postato dalla Redazione
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Un attimo di immensa solitudine in una piazza gremita di gente
Il mio blog: http://untramontotralapioggia.splinder.com
Siamo nel secondo millennio e i modi per comunicare sono decisamente cambiati, un tempo esistevano soltanto le lettere per mantenere in contatto due persone, oppure i telegramma. Al giorno d'oggi invece ci sono gli sms e soprattutto c'è internet: chat, msn, blog; ecco i blog possiamo dire che sono il nuovo metodo di comunicazione, magari non è un metodo di comunicazione diretto ma in ogni modo attraverso di loro si comunica lo stesso. Tramite i blog una persona può comunicare il suo stato d'animo, i suoi pensieri, i suoi punti di vista in relazione agli argomenti più disparati, i suoi sogni, gli obbiettivi che prima o poi vorrebbe raggiungere, insomma può parlare di tutto. E' da poco che io ho aperto un blog, ho deciso di farlo perché principalmente adoro scrivere e mi piace soffermarmi e riflettere sui tanti argomenti che in quel momento mi vengono in mente, e poi scrivendo mi sembra che mi allontano un po’ dalla realtà, che entro in un mondo parallelo in cui può entrare soltanto chi ha il coraggio di sognare e chi riesce a credere nell'impossibile, chi vive ancora nella speranza che prima o poi qualcosa possa cambiare e che questo mondo torni com'era una volta, con un minimo di principi e un pizzico di ideali, ormai è tutto andato perso, e sarà quasi impossibile credere che qualcosa torni come prima; ma io non smetto di sperare, non smetterò mai, d'altronde la speranza è sempre l'ultima a morire. Ormai grazie a internet e ai cellulari i rapporti umani sono pari a zero, la comunicazione tra due persone avviene solo e soltanto con una barriera davanti, in questo caso uno schermo che sia il cellulare o il computer. Non so se tutto questo è un bene o un male, ma a parer mio è solo e soltanto un male, anche le relazioni tra un uomo e una donna ormai nascono quasi sempre virtualmente, a volte queste "storie" sono soltanto una fervida illusione, un rapporto platonico possiamo dire, fatto solo di effusioni virtuali e immaginarie; cosa può trarne una persona da tutto questo? Nulla, proprio nulla, perché poi si rende conto di essere soltanto ancora più solo. Lo so, sono andata sicuramente fuori tema, questo è uno dei miei principali difetti: parto da un argomento e arrivo fino ad un altro totalmente opposto da quello iniziale. Allora tornando al principio, il blog è un buon modo per farsi conoscere, per comunicare, quasi il migliore, puoi raccontare di te senza doverti vergognare di nulla e senza aver paura delle critiche che i tuoi pensieri potrebbero suscitare. Io lo uso per conoscere, per me stessa, per scoprire i miei lati nascosti che nemmeno io conosco, per aiutarmi ad andare avanti in questa vita che più i giorni passano e più diventa complicata. Allora verso sera ritaglio il mio angolino e scrivo, scrivo tutto quello che mi viene in mente, e dopo mi sento più libera, come sfogata, è come un attimo di immensa solitudine in una piazza gremita di gente.
Postato dalla Redazione
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Una sana risata
Il mio blog: http://ipsedixitvate.splinder.com/
Perché scrivere un blog? I motivi sono molteplici e diversi fra loro, ma il motivo che ha spinto me ad iniziare questa avventura è molto chiaro...
Tanti blog hanno un livello di utilità per chi li legge altissimo, molti altri, attraverso le loro pagine, ti portano nella vita, nelle esperienze e nei ricordi di chi quel blog lo sta scrivendo. Per me invece il blog è pura evasione, in primis mia, ma con l'ambizioso obbiettivo di portar un po’ di questa evasione anche verso chi legge.
Non faccio salti mortali attraverso i meandri della letteratura, non elargisco consigli in alcun modo né mi permetto di giudicare chi, come me, ha scelto la via del blog per farsi conoscere. Ciò che ho l'ambizione di fare è solo quella di regalare il più possibile a chi legge quella cosa che spesso troppo spesso ci dimentichiamo che esiste... UNA SANA E CORROBORANTE RISATA.
Mi limito a mettere a nudo la vita di ognuno di noi, descriverne i tratti e con tanta e forse spesso troppo ironia a evidenziarne il lato ironico e divertente che, credetemi, esiste davvero in ogni cosa.
Ecco perché ho scelto il blog: solo ed esclusivamente per regalare ciò, UNA BUONA RISATA, nella speranza di rallegrare, non dico le giornate, ma anche gli istanti di chi sta leggendo.
Postato dalla Redazione
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Un archivio di ricordi
 Il mio blog: http://memoriesofalibrarian.splinder.com
È così inutile ammettere che non lo sia. Scrivere un blog è perché vuoi che qualcuno ti legga, commenti, condivida una parte di te; che poi sia vera, fasulla o inventata, nessuno può giudicarlo.
Per me, qui da una manciata di giorni, sarà un archivio di ricordi pensieri attimi illusioni sogni desideri e libri. Una parte di me, il tutto o il niente, a seconda dei giorni, dei su e dei giù quotidiani. È uscirmene nel mondo con le parole, è conoscere, sapere e far sapere, è l'essere come ho voglia di essere, senza nessuno che chieda il contrario. Ed è, adesso, soltanto un inizio. Spero di ritrovarmi qui fra un po' di tempo, a raccontare che cosa porterà.
IncomunicabilitÃ
 Il mio blog: http://iovololibera.splinder.com
Perché si blogga? Per me è una questione di "mancanza di comunicabilità". Sì, oggi non si comunica più, non ci si racconta più. Qui lo puoi fare senza che ti dicano che vuoi farti compatire, che non hai le palle ecc.
Il mio blog nasce dalla voglia di farmi conoscere, far conoscere il mio lato più bello, quello interno che è molto difficile da portare fuori; far conoscere come può essere una donna dentro, che ha mille mondi in sé, che non è facile da capire, che è un universo tutto suo, che a volte viene delusa da una parola e a volte tocca il cielo per un semplice commento. Il mio blog parla di me, dei miei sogni, che non sono grandissimi e irraggiungibili, ma sono difficili per chi cerca di tarparti le ali, con illusioni.
Grazie per avermi dato questo spazio per me e i miei sogni.
Marina
Il blog ci rende umani
 Il mio blog: http://ohlife.splinder.com
Perché mettersi a scrivere un blog, e intestardirsi ad aggiornarlo ogni giorno, quando hai già tre bambini, un cane adottivo che sporca per casa, un lavoro, un abbonamento in piscina e in palestra, un Partner che ti cerca e magari anche qualche amica? Perché la vita non è poi tutta così logica, e a volte un po' di follia fa bene; perché scrivere aiuta, e pensare che qualcuno ti legga strappa il morale da sotto le scarpe, dove a volte va ad appiccicarsi, specialmente in autunno, specialmente in qualche pianura padana umida e nebbiosa... Perché è divertente tenere un blog e leggere quelli degli altri, anche se i bambini piangono, il risotto si incolla, cane lascia tracce in giro e Partner apre la porta di casa sperando di trovarci appunto una casa, e non il circo che è, e ti scopre lì, nascosta dietro lo schermo illuminato del computer, a battere come una forsennata sulla tastiera. Perché, infine, blog tira blog, e se per strada ci insultiamo da una macchina all'altra, in rete ci amiamo, e per un attimo sembriamo quasi umani.
Il blog come catarsi
 Il mio blog http://ilmaredentrome.splinder.com
Mi piace scrivere. Da sempre. La mia mente è spesso altrove, dove tutte quelle parole sembrano nascere. Come l'oceano infuriato in una giornata di brutto tempo dentro di me si stagliano parole e pensieri. Il blog, quest'ultimo, è stato creato per una sorta di necessità di "buttare fuori da me" tutto ciò che regnava, sopito, nei meandri dell'anima. Una specie di "catarsi"; gli antichi greci la utilizzavano per cantare, urlare in un teatro, io la utilizzo scrivendo. Scrivo di me, della mia famiglia, dei legami con il mondo, di come vedo la cose, il presente ma, a volte, un po’ del passato. Perché mi porto tutto sempre dietro, una specie di coperta di linus per sentirmi protetta. Il blog è un diario, ma odio la sterile descrizione delle cose vissute, odio le banalità. Amo l'arte di far diventare speciali ciò che è quotidianità. È un dono. Speriamo mi verrà con il tempo e l'esercizio. Per ora il blog fa parte di me come l'aria che respiro, il compagno, l'io narrante delle mie giornate.
Un blog intimo
 Il mio blog: http://cristianalonghi.splinder.com/
Ciao, ho aperto un blog quasi in concomitanza con il mio sito personale, quest’ultimo per pubblicizzare l’edizione del mio primo libro (di genere erotico). Dopo di che ho scelto di aprire un blog, per poter creare qualcosa che mi raccontasse più da vicino, dove potermi esprimere nell’intimità delle mie emozioni, non solo per pubblicizzarmi, ma per poter così dare vita a quella parte di me che ho scelto di rendere pubblica. Infatti non uso nick e posto pensieri, poesie, riflessioni relative all’erotismo, per far sì che la componente sessuale che ci appartiene possa raccontarsi anche attraverso nuovi mezzi di comunicazione e di condivisione. Strumenti questi che ormai fanno parte di noi nel quotidiano e che a volte, per il tempo che dedichiamo loro, riservano documentazioni molto più vicine alla nostra sensibilità. Nei post la possibilità di esprimersi diviene più facile e riceve l’attenzione che merita. Il vissuto erotico, che riguarda tutti, può essere più tranquillamente condiviso… Infatti una mia iniziativa di scrivere un racconto erotico su Splinder insieme ad altri bloggers ha ricevuto un buon successo di partecipazione, rivelando, da parte della community, una gran voglia di raccontare e mettere in gioco anche gli aspetti più reconditi, ironici e misteriosi dei propri desideri.
I'm no Superman
 il mio blog: http://sevy.splinder.com/
A differenza di tanti blogs personali stracolmi di scritte glitterate, scialbi testi di canzoni, impaginazioni per lo più improponibili ed argomentazioni spesso casuali, frammentarie e nate per puro caso, Sevy Blog nasce come un progetto ben definito e con una sua finalità altrettanto ben definita. Ma andiamo per ordine.
Il testo introduttivo del mio blog è una specie di incipit delle mie motivazioni: "Sono un normalissimo uomo anormale reso ancor piu normalmente anormale dalle donne..." e credo sia la perfetta immagine di ciò per cui il mio blog è stato ideato, ovvero uno spazio in cui proporre le mie perplessità davanti alle grandi incoerenze della società moderna con un occhio di riguardo nei confronti degli atteggiamenti femminili. Ma si badi bene, Sevy Blog non nasce da un'esigenza di sfogo - come spesso succede in tanti blogs - bensì dalla volontà di analizzare fatti e spaccati della mia vita quotidiana con un occhio il più possibile analitico e con un pizzico di ironia e sarcasmo per rendere piacevole la lettura. Nei miei posts cerco di comprendere vari atteggiamenti comuni spesso tralasciati perché dati per scontati. Di solito nessuno si preoccupa di verificare l'ovvio e lo scontato, ma molto spesso, analizzandolo si scoprono risvolti moto piu complessi di ciò che si pensa. Ed è proprio in questo che Sevy Blog tenta di differenziarsi: ho messo su questo blog con il palese intento di creare una provocazione aperta finalizzata alla discussione dei fatti. Purtroppo - contrariamente alla natura del blog che non vuol'essere per nulla offensivo o volgare, ma riflessivo - capita molto raramente di ricevere commenti coerenti e ben ragionati. Spesso infatti mi trovo, dopo aver speso tempo e fatica per organizzare ed impaginare le mie idee, davanti a banali accuse e talvolta puerili offese. Ma nonostante ciò la mia avventura continua, nel tentativo di comprendere questa pazza società... d'altra parte anche le offese sono parte dei meccanismi di questa società. Inoltre le ho messe in conto dato che, per l'appunto, il blog nasce come provocazione aperta.
Qualche piccola nota sulle scelte concettuali e stilistiche del blog. La scelta del tema grafico liberamente ispirata al serial tv "Scrubs - Medici ai primi ferri", non è per nulla casuale. Così come riporto sullo stesso blog, la mia vita e quella del personaggio di fantasia John "J.D." Dorian interpretato da Zach Braff, sono praticamente identiche ad eccezione forse del fatto che in me aleggia anche una buona parte del personaggio di Percival "Perry" Cox molto più cinico e sarcastico, ma anche molto più realista e pragmatico. Così come "J.D." anche io spesso mi ritrovo a pensare e fantasticare sulla mia vita, e come lui ogni giorno impatto contro la realtà che, col passare degli anni e col sopraggiungere della maggiore maturità, diventa sempre più difficile ed incoerente.
Infine qualche nota sull'impatto che il mio blog ha avuto e continua ad avere sulla mia vita. Anche se non si direbbe il mo blog è letto da una vasta schiera di persone alcune delle quali miei amici nella vita offline, i quali spesso evitano di rispondere direttamente sul blog tramite i commenti, e preferiscono comunicarmi di persona le loro opinioni, molto spesso positive. Sebbene questo rappresenti una limitazione alla discussione non di meno può esserne un punto di forza: grazie alla loro reticenza alla partecipazione si rende sempre più evidente la difficoltà di comunicazione odierna e l'effetto che la morale comune ha sulle opinioni personali. Ne è la prova evidente il fatto che su decine di migliaia di lettori che hanno navigato il mio blog, i pochi commenti da loro lasciati sono per lo più in forma anonima, senza un riferimento ad una presenza online e nemmeno un nickname che mi aiuti ad identificarli tra i tanti anonimi per poter confrontare le mie idee con le loro.
Per concludere: ho preso come slogan del mio blog parte del testo di una canzone di Lazlo Bane - colonna sonora di Scrubs - che esprime perfettamente i miei limiti oggettivi nell'affrontare le temiatiche del blog ed invita tutti a parteciparvi: "...but I can't do this all on my own. No, I know... I'm NO Superman!"
Postato dalla Redazione
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nelle rubriche: vita
Blog dipendente
 Il mio blog: http://innerva.splinder.com
Mattinata in chat, il lavoro non mi impegnava granché e io invece dovevo impegnare il tempo.
Vago su internet più o meno da quando è entrato nelle nostre case ,ma incredibilmente, quando ho tempo da perdere, non so che cosa fare, cosa guardare.
Così la chat. Quella di un forum, non quelle dove si tenta solo di combinare incontri al buio che si spera durino per la vita.
Conosco un'altra ragazza; anche lei, come me, deve far passare il tempo e così si comincia a chiacchierare finché il nostro non diventa un incontro quotidiano.
Un bel giorno salta su e mi dice:"Sai che ho blog?"
"Fico!"
Nella mia mente invece passa il vuoto. Che è 'sta parola? Ma che vuol dire? Al massimo ero arrivata a sentire Blob ma blog no.
Ovvio che non posso fare la figura di chieder cos'è perciò le dico:
"Dai, fammi vedere!" nella speranza di capire da me di che cosa si trattasse.
Non che mi ci volle molto, in effetti.
Per i giorni successivi seguii solo il suo blog senza altro motivo che quello di leggere i suoi post (inutile dire che scoprii solo molto dopo che si chiamano così) finché un bel giorno mi si è svegliato un grillo nella testa.
Lo faccio anch'io.
Scrivo anch'io.
Con l'aiuto fondamentale di questa ragazza, aprii il mio primo blog che, causa colleghi troppo ficcanaso dovetti chiudere.
Ho aperto questo prima ancora di chiudere il primo.
Ed è anche grazie al blog se ora posso fare il lavoro che faccio perché prima di ritrovarmi tra le mani un template da editare (tutte parole quasi sconosciute, all'epoca) non sapevo nemmeno cosa fosse l'html.
Ora: non sono una maga dell'html e scrivo per diletto, ma non so se sono brava ma nemmeno mi interessa.
Sono blog dipendente.
Per ora e chissà fino a quando.
Ma finché dura...
Uno sfogo quotidiano
 Il mio blog: http://elyweb.splinder.com/
Quando ho fatto la conoscenza del mondo dei blog ero in un periodo molto brutto. In crisi con mio marito, con un bimbo di due anni e mezzo e una suocera terrificante, ero ormai vicina all'orlo del baratro. Gran parte dei nostri litigi derivavano dalla presenza morbosa di mia suocera e dalle sue pretese, io non ne potevo più e solo sentire la sua voce mi faceva venire letteralmente il mal di stomaco e per mesi ho dovuto anche curarmi per questo! Così ho deciso di aprire un blog per sfogarmi e per confrontarmi con altre donne e capire. Per mesi e mesi le cose hanno continuato ad andare male, io e mio marito siamo stati spesso a un passo dalla separazione, ma io ora avevo il blog, avevo il mio sfogo quotidiano e tutti gli amici e nemici blogger che giorno per giorno mi hanno dato la forza di andare avanti e di lottare per la mia famiglia.
Ora, dopo poco più di un anno dall'apertura del mio blog, la mia vita è totalmente cambiata. Mia suocera ha superato il limite e io ho rotto con lei ogni legame, ma ora io e mio marito siamo di nuovo uniti e felici, mio figlio è un bambino splendido con due genitori che si amano e che sperano presto di riuscire ad allargare la famiglia.
Una bomber blogger
 Il mio blog: http://juliabomber.splinder.com
Da ogni importante cambiamento della mia vita, è nato un blog su Splinder, che ha registrato successi, delusioni, maturazioni e sfoghi.
Poi, un giorno, ho provato a far finta di essere un'altra persona e ho inventato un personaggio che raccontasse una vita che solo in parte avevo vissuto: Julia dice le parole che io non avrei mai detto, è un po' cinica, a volte sboccata e forse presuntuosa.
Da questo giochino letterario è nato un libro sarcastico sul calcio femminile e sul mondo femminile in particolare. Si intitola "Una bomber" ed essendo nato grazie a Splinder, a Splinder lo voglio riconsegnare.
Cosa succede quando il calcio, da sempre considerato uno sport 'maschio', si tinge di rosa? Mi chiamo Julia e gioco in una squadra di calcio femminile: il mio ruolo è quello di panchinara. Con il sole, con la grandine, con la squadra decimata dagli infortuni. L'unico espediente per sopravvivere alle trasferte (e alla vita dentro lo spogliatoio), oltre contare le caterve di gol incassati, è quello di scrivere la cronaca degli avvenimenti a modo mio.
Uno sguardo sarcastico sul mondo del calcio in generale e su quello femminile in particolare: un macrocosmo poco conosciuto attorno al quale ruotano leggende e pregiudizi, ma anche qualcosa di vero. Solo i panchinari, però, possono avvalersi del privilegio di saper scindere la realtà dalla fantasia.
Silvia
Postato dalla Redazione
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Il blog è la mia casetta virtuale
Il mio blog: http://acasaariet.splinder.com/
Sono approdata al blog dopo anni di internet attraverso le chat e la posta elettronica. Mi ha subito appassionato il discorso del "diario" e dello scrivere quello che si viveva di giorno in giorno, dato che io un diario l'ho avuto da quando ho imparato a tenere in mano una penna! La chat è stata per me molto deludente, lì si cercavano solo storie e incontri, poca voglia di amicizia e di scambi di opinioni. Invece nel mondo del blog ho scoperto degli amici, certo diversi dagli amici della vita reale (ma il blog non lo è?), ma forse anche per questo più obiettivi. Lì ti si conosce per ciò che dici e che pensi, per le tue opinioni e le tue idee, i sentimenti, gli sfoghi, le incavolature di tutti i giorni. Lì ti metti a nudo, al di là della fisicità, senza pensare a come apparire, ma mostrando la tua essenza "senza pelle". Ho iniziato per gioco nell'ottobre 2006, all'inizio senza internet giravo con la chiavetta usb dove appuntavo durante il giorno da scuola o dalla biblioteca i miei pensieri, poi, appena ho avuto la connessione internet a casa, ho postato con regolarità. Ho cominciato a pensare al titolo da dare, all'impaginazione, allo sfondo, alle frasi da inserire, a come descrivermi, anche queste cose sono comunicazione. Penso che il blog sia come una propria casa, da arredare e completare di giorno in giorno, e come la casa si evolve con te, cambia aspetto, disposizione dei mobili, quadri appesi, libri nella libreria. I bloggers sono i vicini del grande condominio che è questa famiglia, dove ci si impara a scoprire giorno dopo giorno, dove ti si da il consiglio che ti serve, dove puoi sfogarti senza temere di sembrare noioso, dove tutti possono dire la loro lasciando una piccola traccia sotto un post. Grazie al blog ho preso coscienza di tante cose che non sapevo, ho trovato tante persone che la pensano come me o al contrario di me, persone che hanno passato le cose che ho passato io, persone che hanno i miei stessi interessi, che mi hanno spiegato come cambiare il template, come aggiungere le foto o la musica, come rendere più accogliente la mia casetta virtuale... che poi tanto virtuale non è! E soprattutto mi hanno fatto capire molte cose di me che neanche io pensavo di avere.
Cristina
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