In questo spazio, vogliamo analizzare l'impatto sociale dello strumento virtuale che cambia il reale
...continua.


Raccontaci anche tu come il blog ha cambiato la tua vita, inviando un post e una foto alla redazione di Splinder :-)

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Dall'Australia con furore
sabato, aprile 29, 2006
Il mio blog: http://sticanguri.splinder.com

Converrete con me che la maggior parte delle volte che si scrive un diario, qualsiasi forma questo abbia, ci si immagina un lettore generico, non identificato, che un giorno sfoglierà quelle pagine. Sappiamo che probabilmente non ci sarà mai, ma continuiamo ad immaginarcelo. Da che mondo è mondo questo pensiero dà un senso in più a quello che scriviamo, e anche una certa auto-gratificazione. 
Ebbene, il blog è sì un diario online, ma è anche qualcosa di completamente diverso e più complesso. Questa diversità a mio avviso sta tutta nell’interazione che si crea con i lettori, il più delle volte diretta come nei commenti, a volte mediata, con le email. Ma pur sempre presente.  
 
La mia storia però non è partita così. Ero solito scrivere molte pagine nel magico periodo adolescenziale, specialmente nei momenti emotivamente più difficili, ma poi avevo perso l’abitudine. Non me ne rendevo neanche conto, ma mi mancava una forma di scrittura. Il mio blog è nato anche per questo, però in circostanze del tutto peculiari. E qui occorre un breve passo indietro. 

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nelle rubriche: vita, amicizia



parliamo di alzheimer
venerdì, aprile 28, 2006

Il mio blog: http://lalzheimerdeglialtri.splinder.com

Salve!
Quella dell'Alzheimer è una realtà negata, nonostante se ne parli molto a livello di conferenze, convegni e seminari. Ho attivato "lalzheimerdeglialtri.splinder.com" perchè, nel mio piccolo, l'unico modo che ho per sensibilizzare è quello di scrivere. Questo blog vorrei fosse letto da altri caregiver come me ma non nascondo di averlo attivato soprattutto sperando che tra i suoi lettori un giorno ne capiti uno particolarmente illuminato, con un ruolo pubblico e dei poteri decisionali. Mi sono stancata di spedire letterine ai giornali e raccomandatine agli "enti preposti", così ho deciso di rendere pubbliche le mie riflessioni, parlando di Alzheimer in un blog, ma a modo mio. Non mi illudo che possa cambiare qualcosa in tempi brevi, però ritengo che certe verità non vadano taciute e che ciascuno di noi abbia il diritto di ammalarsi della malattia assegnatagli dal destino, anche la peggiore tra le possibili, senza per questo essere considerato un difficile, ingombrante caso umano.
Ringrazio Splinder per l'iniziativa e l'opportunità.
M.Grazia Franzini
Gargagnago - Verona

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nelle rubriche: sociale



il mio blog mi teletrasporta con discrezione ovunque desideri andare
giovedì, aprile 27, 2006

Il mio blog: http://ilcorvoelallodola.splinder.com

Non credevo affatto che un blog, avesse potuto regalarmi tante emozioni. No, non lo avrei proprio mai immaginato.
Ho iniziato per motivi strettamente personali, ritenendo che, pubblicare il proprio "pensiero", potesse servire solamente a riempire la solitudine, a fuggire la noia, ed a fare esercizio di scrittura per manutenere la fantasia (come ho precisato nel mio sottotitolo). O ad esorcizzare il dolore.
In verità, pensavo anche potesse servire per rimaner tracce multimediali nel mio diario, così comodo da scrivere, da leggere o rileggere ovunque mi trovassi, arricchendolo di tutto (tranne che d'oggetti …!)

Poi la meraviglia.

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nelle rubriche: amicizia, scrittura



scrivere liberamente e senza censura
mercoledì, aprile 26, 2006

sonoffogIl mio blog: http://sonoffog.splinder.com

Ciao, mi chiamano Tenka, il blog mi ha cambiato la vita? Forse no, ma probabilmente sto mentendo. Sono presente su Splinder dal 21 settembre 2004, data del mio primo post e.. ma poi a chi mai puo' interessare, in fondo di gente che come me possiede un Web Log ne e' piena la rete, mi ritengo solamente "uno dei tanti" che non e' poeta ne' scrittore, "uno dei tanti" che scrive ciò che vuole e ciò che si sente, liberamente e senza censura. Come ho sempre fatto d'altronde. Ma andiamo con ordine, all'asilo imbrattavo i muri, alle elementari scrivevo sui banchi, alle medie col pennarello nei cessi, alle superiori facevo murales sui treni e adesso scrivo post in rete. Erano certamente meglio le prime quattro forme d'espressione di pensiero, ma diciamolo, un blog ha i suoi vantaggi e' meno costoso, alla portata di tutti e piu' "legale" e interattivo. Chissà quanti commenti hanno fatto coloro che hanno visto un mio murales, una mia scritta o un mio scarabocchio, sarebbe certamente stato bello conoscere il parere del capostazione, del bidello, della maestra e della suora salesiana.. Ed è questo il punto forte dei blog: c'è comunicazione e scambio di idee. Il Blog mi ha cambiato la vita? Si', ma non lo ammetterò mai a gran voce..

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nelle rubriche: scrittura



un palcoscenico con spettatori sempre diversi
lunedì, aprile 24, 2006
Il mio blog: http://panicrome.splinder.com

"Da dove vengono le storie che raccontiamo, dove vanno...?", si chiedeva Silvio Orlando in vece di grillo parlante del film Dopo Mezzanotte. Anche la mia storia di blogger potrebbe iniziare così. Dare una risposta a queste domande potrebbe benissimo essere uno degli intenti, palesi e nascosti di Panic Rome, l'angolo di web in cui io, Massim. F., ventiseienne torinese, racconta Roma.

L'idea di creare un blog è arrivata quando un giorno ho realizzato che un computer e una modesta macchina fotografica digitale erano tutto quello che mi serviva per cominciare la mia carriera di blogger specializzato in quelle che amo definire "esplorazioni urbane". Una piccola presa di coscienza destinata a modificare le mie abitudini di vita a tal punto che solo un altro blogger può capire. Già perchè la vita di chi scrive un blog richiede impegno, ma quella di chi ha un fotoblog lo richiede ancora di più.

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nelle rubriche: ricordi



Grazie al blog ho pubblicato un libro
domenica, aprile 23, 2006
alice121Il mio blog: http://alice.splinder.com

Il blog può cambiarti la vita? E' una domanda che mi sono fatta circa un anno fa. Così ho creato una categoria: storie di blog. Per alcuni (personaggi) l'apertura del blog è stata liberatoria, ma per altri:

Senza complimenti non scrivo
Il sole era bianco e il termometro segnava 39 gradi.
Di andare al mare, come aveva proposto Stecca, non aveva voglia.
Sua madre imbastiva un cappotto appeso al manichino. Suo padre sfogliava il giornale, bestemmiando al ventilatore che gli gonfiava le pagine.
Lui, sigillato nella sua stanza 3 x 3 in cui s'insinuava un orribile odore di sugo spacca fegato,preparato con il pesantissimo olio del paese, litri ce ne versava, risparmiava su tutto meno che su quello, accese il pc. Bene, disse, vediamo come sta il blog. Controlliamo i complimenti.
La sera prima, sotto l'effetto di una struggimento pazzesco e di un cannone ultrapesante condiviso con Il Maratoneta, aveva scritto un post che avrebbe fatto furore, e seminato frasi argute su blog famosi e famosetti e sorrisi e saluti su quelli con pochi accessi, per un totale di 252 commenti.
Dovevano esserci altrettanti click di ritorno. Forse anche più!
E invece…

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nelle rubriche: libri, scrittura



una vita parallela a quella reale
venerdì, aprile 21, 2006

isaIl mio blog: http://isadora.wordpress.com

La domanda è una di quelle che, di primo acchito, ti fanno venire voglia di rispondere con un'alzata di spalle: "il blog ha cambiato almeno un pochino la mia vita?". Che vuoi che ti cambi, un blog? In fondo il blog è un'operazione di narcisismo che, nella maggior parte dei casi, non riesce nel proprio intento a causa della natura di fenomeno di massa che contraddistingue il mezzo stesso e lascia affondare la maggior parte dei progetti nel mare magnum della rete telematica.

Eppure, sì, ripensandoci, a me il blog ha cambiato la vita. O meglio, mi ha offerto l'opportunità di vivere una vita parallela a quella reale, in un altro paese, in un'altra dimensione.

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nelle rubriche: amicizia



i post diventano hub
giovedì, aprile 20, 2006

Il mio blog: Deeario,

era online prima di essere un blog. Non sapevo bene che cosa scriverci. Il primo post è stato pubblicato il 2 aprile 2002. Deeario ha un suo dominio dal 29 ottobre 2003; prima era soltanto una sezione del mio sito personale. Poco dopo si è aggiunto il fotoblog / moblog.
I ragazzi di Splinder mi hanno chiesto di spiegare in che modo il blog mi abbia cambiato la vita. Credo che alcuni cambiamenti in effetti ci siano stati e riguardano principalmente il modo di stringere legami con gli altri e di scambiare opinioni. I post diventano hub per la mia opinione (in uscita) e per i commenti (in entrata). Il blog è uno strumento spiccatamente sociale e presenta molti pregi (e anche difetti) delle dinamiche di comunicazione interpersonale. Tra i pregi mi viene in mente certamente la possibilità di instaurare rapporti molto profondi con persone che poi ho incontrato.

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nelle rubriche:



Juventus blogger's corner
mercoledì, aprile 19, 2006

Il mio blog: http://jbc.splinder.com

E' passato solo un'anno e mezzo in fondo, ma ne è passata di acqua sotto i ponti da quel post numero 1 che senza saperlo avrebbe cambiato la mia vita e quella di altri 60 blogger. Già, perchè parte di questa bella avventura oltre me, sono un po' tutti i membri dello Juventus Blogger's Corner.
Ricordo che tutto cominciò da una frase sentita pronunciare da una radio romana, che suscitò tutto il mio risentimento di torinese e juventino residente nella Capitale. Erano i tempi dei duri attacchi alla Juventus e alla sua storia nel processo per doping. Così quella sera stessa ebbi l'idea di provare a dire la mia e creare un blog, questo nuovo tipo di comunicazione di cui tanto avevo sentito parlare. Ma non un blog normale: un blog di gruppo ben strutturato per permettere a tutti i partecipanti di esprimersi liberamente, sempre nel rispetto di tutti, a partire dalle fedi calcistiche altrui.
Per creare il primo template, per me quasi a digiuno di html, ci vollero davvero 3 minuti grazie a Splinder. Così nacque una paginetta artigianale con tanto cuore bianconero. L'obiettivo, già dal nome, era ambizioso: diventare un punto di riferimento per i tifosi juventini della blogosfera.

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nelle rubriche: amicizia, notorietà



nella blogosfera la gente ascolta
martedì, aprile 18, 2006

105-0504_IMGIl mio blog: http://radicidellozio.splinder.com

Ehvvivi  dice la mia vita col blog non è cambiata, fncl! Tutti gli altri, se non sbaglio, dicono, ahi! il blog mi ha cambiato la vita!
Nel 2002, accidenti, uno non lo direbbe mai che sia trascorso tanto tempo, scrissi una lettera a Giulio Mozzi (che non aveva ancora le minuscole). Rispose. In calce alla mail mise l’indirizzo del suo blog (prima www.giuliomozzi.clarence.it, poi www.gliuliomozzi.com e adesso http://www.vibrissebollettino.net/giuliomozzi ), vecchio ben di 48 ore. Io ci sono andata. Poi ci sono tornata. Poi ho conosciuto il Grande Gatto, il mio primo e principale Navigatore nella blogosfera. Granieri, Mantellini, Genna, Marziller, Mardin, Vita Stordita, Frenulo a Mano, Comida de mama, Marco , Cagliostro che ha chiuso un anno fa, Iraqi di Salvo (che poi chiuse a causa di Fulloni, chissà se qualcuno si ricorda) e Lia, la magnifica Lia di Haramlik, robestrane, il Re Lear, il dottor Moroni, la cara Blanche, Tao, Io e Palmasco (che pure ha cambiato casa, e che casa!)  e poi se li elenco tutti il post non finisce più.

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nelle rubriche: amicizia



lotta alla pedofilia
sabato, aprile 15, 2006
Il mio blog: http://massimilianofrassi.splinder.com

Tutto è iniziato per caso.
Dopo il successo dei miei primi due libri (I bambini delle fogne di Bucarest e L’inferno degli angeli) sentivo il bisogno di esprimermi con una nuova forma che mi permettesse un contatto quotidiano con tutte quelle persone che per vari motivi mi scrivevano. E’ nato così questo blog. E nel giro di poco, prima grazie ad un timido passaparola, poi con grande riscontro, è diventato in poco tempo il blog sul tema della lotta alla pedofilia, più letto in Italia.

Ma è anche diventato la voce delle vittime. Che per la prima volta hanno avuto uno spazio dove potersi raccontare, confrontare, trovare rispetto e difesa. Con grande responsabilità per il sottoscritto. Che si trova così ogni giorno ad inventarsi una pagina nuova, un motivo di riflessione o di provocazione, un suggerimento o una presa in giro. Amo il mio blog ed oggi credo che non saprei proprio rinunciarci. Grazie a tutti quelli che continueranno a farlo loro...

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nelle rubriche: sociale



il solito obiettivo ultimo
venerdì, aprile 14, 2006

Senza nomeIl mio blog: http://gine.blogspot.com

Che cosa fosse un blog l'ho scoperto seduta su di un divano blu di un certo residence, dalla bocca del neo-coinquilino del mio neo-amico A.
Era il 2003, era il periodo del cazzeggio e delle pastasciutte arrangiate al volo, delle sere che si piantavano le cose a metà perché "fra 5 minuti andiamo al cinema". Era il periodo del rinnovato male di vivere, della rinnovata decadenza e dei deliri autodistruttivi da 18enni in crisi di identità.

E nel mio rinnovato stato adolescenziale, come potevo non accogliere con entusiasmo l'idea di un diario? Che poi il diario non fosse esattamente una smemoranda di 18 kg con gli stecchini dei ghiaccioli attaccati alle pagine, che il diario fosse visibile al "mondo" non faceva molta differenza, anzi era solo la conseguenza logica del fatto che non ero più adolescente e il mondo nel frattempo aveva cambiato aspetto e stile.

Da quella primavera poi le cose sono cambiate parecchio e no, non è stato il blog a cambiarle, ma i casi del destino, le congiunture astrali, le facciate sbattute nelle porte chiuse, le porte aperte imboccate . Però il blog è sempre stato lì, a registrare in modo più o meno criptico i miei sfoghi , ad accogliere i racconti frutto della mia grafomania, a portarmi incontri con persone nuove, a scoprire che certa musica non l'ascoltavo solo io.

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nelle rubriche: amore



un'autostrada interiore
giovedì, aprile 13, 2006

vitadabbloggerIl mio blog: http://certepiccolemanie.splinder.com

Io che per anni ho scritto in assoluta solitudine, senza mai condividere un solo rigo, col pudore di mostrare sentimenti e pensieri, ecco, io non pensavo che tanta gente avrebbe potuto interessarsi a ciò che raccontavo.

E’ cominciato quando un blogger, Ant  mi ha chiesto se poteva intervistarmi, dopo un po’ che avevo aperto il blog, in una rubrica che si intitola Strade.

Intervistare me?
E per dire cosa?

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nelle rubriche: scrittura



il mio primo libro
mercoledì, aprile 12, 2006
Il mio blog: http://saltellando.splinder.com

Ciao,
mi chiamo Claudia Vaghi, ho 17 anni e abito in provincia di Milano. L’anno scorso, in aprile, ho aperto un blog : www.saltellando.splinder.com, che mi ha dato la grande opportunità di pubblicare la mia prima silloge di poesie già nel settembre 2005.
Infatti, tramite splinder, ho conosciuto uno scrittore – Alessandro del Gaudio - il quale mi ha segnalato una casa editrice: Il Foglio Letterario – presente su splinder – che ha in seguito pubblicato il mio primo libro di poesie dal titolo “DISPERSIONE” (tutti i riferimenti sul mio blog).
Vista la mia giovane età, questa per me è stata una grande opportunità e motivo di soddisfazione personale perché , al di là del puro ritorno economico, ho ricevuto un’enorme gratificazione morale e lo stimolo a continuare con orgoglio e tenacia il mio percorso letterario. In questo momento, sto terminando infatti la stesura di un romanzo fantasy, ambientato sul Lago di Como, che spero vivamente di pubblicare in tempi brevi.

Grazie ancora Splinder!

Claudia

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nelle rubriche: libri



blog o blob?
martedì, aprile 11, 2006
barbecue5uw.thIl mio blog: http://judithcavalera.splinder.com

Se devo essere sincera, la parola BLOG mi ha sempre fatto un po’ schifo… Forse per via di quell’assonanza con BLOB, il fluido che uccide, solo che BLOG mi sa ancora di più di qualche orrenda secrezione giallastra (e qui la mia mente contorta prende una direzione che non ha più niente a che vedere con quel film dell’88 [al fine di fornirvi una colta e precisa citazione sto effettuando una ricerca su Google, e scopro che quello era il remake di un film intitolato FLUIDO MORTALE, e uscito nelle sale, pensate un po’, nel lontano ‘58])… Per questo mi sono sempre guardata bene dai blog, perché avevo quest’idea che se ne avessi aperto uno mi sarei ritrovata la tastiera incollata di una specie di SLIMER (sì, lo so, quello era il nome dello spettro schifoso di Ghostbusters, invece quella poltiglia fluorescente e viscidosa che facevamo scivolare lungo la schiena dei nostri fratellini come diavolo si chiamava?

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nelle rubriche: scrittura