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un'immagine di me che non fa mai acqua
 Il mio blog: http://emptyvessel.splinder.com
L'idea di scrivere in un blog mi ha subito affascinato, forse proprio per la sua peculiarità di poter essere visibile a tutti... non trovo che questo sia un male, anzi...
Io, di mio, non ero mai riuscita a scrivere un diario normale della mia vita, mi stufavo dopo poco... come si fa a scrivere sapendo che non hai nessuno a leggere ciò che dici? I miei pensieri io li conosco già, metterli per iscritto non avrebbe senso: il blog invece mi permette di parlare a qualcuno, anche se imprecisato, e allo stesso tempo non mi obbliga a dare spiegazioni, prendendo il meglio di una conoscenza e di un diario privato.... posso dire ciò che penso, scrivere una poesia se ne ho voglia, inventarmi un personaggio, una storia, una vita... e sono sempre io... e vengo apprezzata per quello che scrivo e per come lo scrivo...
Ma il blog per me non è solo questo, il blog è un'immagine di me che non fa mai acqua, è un mondo che mi permette voli pindarici di fantasia senza essere considerata una pazza, una piattaforma per nuove conoscenze, un supporto per la mia creatività, dalle impostazioni del template, all'uso delle immagini, del sottofondo musicale... permette di mostrare parti di me che esistono e che non sono contemplate nella vita "normale", ma non per questo dovrebbero andare perse...
Insomma... ormai è indispensabile, se non esistesse toccherebbe inventarlo...
Intervista
 Il mio blog: http://www.thebestblogintheworld.splinder.com
- Buonasera signorina O0oSuNsHiNeo0O
- Buonasera a lei
- Innanzitutto i miei complimenti per il cappellino con l'elica
- Grazie mille
- Qui tutti ci stiamo facendo la stessa domanda
- Ah!
- Non la immagina?
- Veramente non ricordo dove l'ho comprato, magari chiedo a mia madre
- No, no, non ci siamo, non ne ha proprio idea?
- Per niente
- Allora eccola qui: come le è venuto in mente di aprire un blog?
- Sa, signor intervistatore, un bel giorno stavo scrivendo minchiate sul mio diario segreto con tanto di lucchettino e cazzetti vari quando ad un certo punto mi resi conto che, Dio, stavo scrivendo cose veramente esilaranti, non so se mi spiego. DOVEVO condividerle con qualcuno. Iniziai quindi un intenso rapporto con l?orsetto che abitava le pagine di suddetto diario ma quest'ultimo non si dimostrò all'altezza. Abitava dentro un cuore e mi guardava perennemente con due enormi e nerissimi occhi tristi. Beh, un bel giorno mi ruppi le palle di tutto ciò e aprii un blog.
- Lei, signorina, aprì un blog perché il suo diario non le dava soddisfazione?
- Non solo. Anche perché sono eccentrica e ho le manie di protagonismo.
- Sa che sono grossi difetti vero signorina?
- Certo che lo so.
- E sa anche che al mondo, della sua vita privata, interessa ben poco?
- All'inizio infatti riflettei molto sul fatto che al mondo, forse, della mia misera vita non gliene frega una ceppa. Ma poi, sa, la voglia di diventare un caso mediatico ha vinto su tutto.
- Lei è diventata un caso mediatico?
- No
- Ah!
- Già!
- Come il blog ha cambiato la sua vita?
- Non l'ha cambiata affatto. Prima scrivevo cazzate in un posto, ora in un altro. La differenza è che nel nuovo spazio c'è anche qualche disperato che si perde in commenti. Positivi o negativi che siano.
- Per la maggior parte?
- Positivi
- Bene, ha conosciuto nuova gente tramite il suo nuovo blog?
- Assolutamente sì. Sa com'è, l'orsetto, quello del diario, credo che lui fosse orfano, mi segue? Quindi non ho mai domandato nulla su parenti e amici. Io parlavo, scrivevo e cazzeggiavo e lui mi osservava. Con occhi grandi e tristi. Ora invece ho alcune conoscenze virtuali.
- E' soddisfatta del suo blog?
- Assolutamente no. Il 90% dei visitatori non commenta e io li capisco, scrivo talmente tante puttanate che poi non c'è più altro da dire. Non mi piace quello che scrivo né come lo scrivo. Ma sono eccentrica. Ho le manie di protagonismo. Lì sono Dio. E questo mi basta.
- Bene, in conclusione: lei ha iniziato a scrivere un blog perché l'orsetto che abitava le pagine del suo diariuccio non le dava soddisfazione e fondamentalmente a causa delle sue pressanti manie di protagonismo.
- In sostanza sì
- Bene, vuole lanciare un messaggio al mondo?
- Sì ecco, io volevo dire: non abbandonate i cani, non drogatevi, viva la pace, abbasso la guerra e un saluto a tutti quelli che mi conoscono.
- Lei si è appena sputtanata a vita
- Ho solo anticipato lo sputtanamento, se vanno sul blog mi sputtano lo stesso
- Già!
- Già...
- Arrivederci
- Arrivederci
un modo per esprimersi e farsi conoscere
Il mio blog: http://fokinarulez.splinder.com
Detto questo, pensiamo ad un bel modo per raccontare la mia esperienza. Sì, perché bisogna essere originali e diretti, se si vuole comunicare qualcosa a qualcuno. Non bisogna esagerare con i giri di parole, non essere prolissi, ecco. Anche se in realtà il mio prof di lettere una volta mi disse che la mia scrittura è un po' Barocca. Sarà stato un complimento?
Ecco appunto, dicevo che non bisogna esagerare ed io sto già divagando. Non divaghiamo, non divaghiamo.
Splinder. Splinder l'ho conosciuto, tramite un amico, nel 2004. Lì per lì ho voluto provare anche io, solo che pensavo di avere dei problemini tattici di carattere tecnico (l'html, ad esempio) ma poi mi sono convinta. Ed ecco che è iniziata la mia avventura nel mondo dei blog. Il blog può essere di varia natura, o almeno così dicono. C'è quello personale, quello musical-letterario, quello politico, quello chipiùnehapiùnemetta. Io credo che OGNI blog sia personale, nel suo piccolo. Un modo per esprimersi e per farsi conoscere. Non necessariamente per "essere famosi", essere delle BLOGSTAR, cosa che ultimamente sta prendendo sempre più piede (le mode arrivano anche qui, no?), ma solo per condividere con una comunità i propri pensieri e punti di vista. Perchè è questo il bello di una comunità: trovare un elemento comune su cui parlare, discutere e confrontarsi. La mia esperienza con il blog è stata talmente bella che grazie ad esso ho conosciuto molte persone con cui ho instaurato un profondo rapporto d'amicizia e con cui riesco addirittura a vedermi dal vivo, nonostante si abiti a centinaia di chilometri di distanza.
Chi tenta di analizzare il motivo per cui si apre un blog, secondo la mia modesta opinione, deve limitarsi al capire che ogni persona sente il bisogno di comunicare. E questo è uno dei tanti modi per farlo. Oltretutto, senza spendere niente e potendo esprimersi graficamente come si desidera. Meglio di così...
fragile spazio di ricordi e poesie
 Il mio blog: http://ilnerogrimorio.splinder.com
Una coincidenza,mi dico,quando per la prima volta dopo mesi dal mio primo intervento nel blog mi risolvo nel dare un'occhiata a quel "Vita da Blogger", che mi ha sempre incuriosito ma mai ho avuto il tempo di esplorare. Perchè ho deciso di tenere un blog... forse non l'ho fatto. Semplicemente una sera,tornata a casa dopo una giornata stressante, dopo le ennesime delusioni, ho sentito il bisogno di sfogarmi con qualcuno che non mi conoscesse,di raccontare a quanti più sconosciuti possibili ciò che mi succedeva e ciò che mi passava per la testa. Quale mezzo migliore se non Internet, la Rete,il World Wide Web? E così ho cominciato a scrivere nel mio piccolo spazio spoglio, che in seguito (dopo essermi un poco impratichita con l'html, me imbranata) sono riuscita ad arredare e decorare a mio gusto. Però, ripenso, strano che sia capitata qui appena dopo aver postato quelle particolari parole... mi sono sembrate le più adatte per descrivere il mio piccolo diario online, fragile spazio di ricordi e poesie. Perciò,dopo tanto tempo continuo a scrivere...
"Scrivo una ragazza dall'anima nera e gotica dentro. Che parla con le ombre e gioca a nascondino con I gatti. Scrivo intelligenza e malizia, scrivo una grande voglia di vivere,soffocata dalla consapevolezza amara che il mondo è cattivo. Almeno con lei.Scrivo piccole follie e lunghe notti estive a guardare le stelle accendersi una a una. Scrivo caos e sogni, scrivo solitudine, scrivo ricerca di calore umano nei posti sbagliati. Scrivo di me..... ops,ho già scritto."
Che dire di più... un blog pazzo, da leggere e assaporare con calma, a tempo di musica. Uno spazio dove tempo e fretta si spengono nella luce di una candela. A Moment Before the Dark...
Una stanza tutta per me
 Il mio blog: http://lastanzaviola.splinder.com
La stanza viola è un luogo, fisico e virtuale.
E' la mia camera da letto, il *mio* spazio all'interno di Casa delle Bische, un appartamento - di studenti e non - decisamente fuori dagli schemi. E' il luogo della Casa dove passo la maggior parte del mio tempo. Entrate pure, con curiosità - chi entra qui non deve avere pudori- ma anche con rispetto. Le pareti viola della stanza sono i confini del mio mondo intimo, quello dove può l'accesso è consentito da me sola. Decido io chi entra e a fare cosa, perchè la stanza viola è lo spazio vitale dei miei pensieri, risate, desideri, pianti, sospiri, valori.
Dal settembre 2005, la stanza viola si è popolata di personaggi animati e inanimati. Forse il più simpatico è il mio computer Giacomino. Voi lo definite obsoleto, per me invece è fedele. E' lui che mi permette di avere un'apertura all'esterno, di far conoscere il mio mondo intimo a chi nella stanza viola non ha mai messo piede. Grazie a lui la stanza viola da luogo fisico diventa virtuale.
Ma ho un altro motivo per essere tanto affezionata a Giacomino: con lui ho scritto la mia tesi di laurea, trascorrendo appassionanti mesi di scrittura dedicati alle donne "resistenti". Sono affascinata dalle loro storie, ricche di umanità, di eroismo quotidiano. Sono storie di persone che hanno creduto in un ideale e hanno lottato per questo. La Resistenza condensa molti dei valori in cui credo, che orientano la mia vita: spazio dunque anche alle partigiane, personaggi che tornano più volte nella stanza viola.
Va da sè che nella mia camera da letto un posto privilegiato hanno i miei amanti, ai quali dedico la maggior parte dei miei post: tutti diversi tra di loro, sono creature meravigliose, ognuno con qualcosa di speciale che me lo farà sempre ricordare. Mi hanno fatta ridere, piangere, godere, crescere. Voglio bene a tutti, perchè in modi diversi mi hanno aiutata a conoscermi.
Sullo sfondo del blog rimangono le coordinate spazio-temporali del mio contesto sociale: l'età contemporanea, con le sue contraddizioni, e la borghese città del Nordest in cui vivo, che mi sta stretta ma che ancora non riesco a lasciare. E poi c'è la stanza viola: si fa essa stessa personaggio, custode di memoria e testimone impassibile di vite che, in fondo, sono sempre degne di essere vissute.
Forse in questo aprire un blog mi ha cambiato la vita. Mantengo traccia di ciò che sono e dei percorsi che intraprendo, appunto sensazioni vissute durante i miei amori e i miei viaggi e mi ricordo tutti gli aerei, i treni, le auto a noleggio, gli autobus presi e i km a piedi che ho fatto. Alla ricerca costante, seppur faticosa, di tesori inattesi.
Scrivere è tutto ciò che voglio
 Il mio blog: http://lacosachemifapensare.splinder.com
Ho iniziato a scrivere perché scrivere è tutto ciò che voglio.
Voglio svegliarmi ogni mattina ed avere sempre accanto a me una buona idea da scrivere.
Sogno di invecchiare circondata da fogli volanti e con una macchina da scrivere che guardi il mare, una di quelle che fanno ding quando arrivi in fondo alla riga.
Voglio sentire l’odore dell’inchiostro, il rumore dei polpastrelli che battono sui tasti.
Questo è tutto, e questo è uno dei miei primi racconti, pubblicato sul mio blog in due puntate:
Giovedì, 04 gennaio 2007 – “L'uomo sul pavimento – parte I”
L'uomo sul pavimento fa molto film noire, sarà la posizione da sagoma di cadavere, sarà che è a faccia in giù. Resta il fatto che la vicina di casa, affacciandosi alla porta semi chiusa (n.d.r. si sarebbe potuto anche dire che la porta era semi aperta, ma trattandosi di una donna molto pessimista, si è preferito rispettarne il punto di vista, sia in questa descrizione sia nelle prossime a venire). Riprendiamo. Un accenno di spavento, poi la curiosità. La donna già si immagina la scena: lei, con il vestito buono del matrimonio di sua sorella (beata lei che si è sposata), che accecata dalle luci delle telecamere narra concitata il ritrovamento del cadavere del vicino. Un fazzoletto tra le dita, qualche lacrima di circostanza e la gratificante sensazione di partecipare al notiziario delle sei.
L'uomo sul pavimento si muove un po', dalle prime lei non lo nota tutta impegnata com'è nel recitarsi in testa l'interrogatorio con la polizia. "Ho visto la porta semichiusa Agente Smith, c'era della posta e ho pensato di bussare ma quello non ha risposto. Non pensavo di far del male, così mi sono affacciata e lui era lì, disteso proprio come un cadavere, uno di quelli che si vedono in televisione, ho capito subito che era morto. Oh - ansima - se ci penso mi sento ancora mancare, potrei avere un sorso d'acqua Agente?".
L'Agente Smith è un bell'uomo alto e lei sente subito il magnetismo sprigionarsi nell'aria. L'Agente Smith è sposato (figurarsi se a lei ne va bene una che è una). Ma l'attrazione è fatale e lei non potrà rifiutare l'invito a cena, anche se, così per circostanza, fingerà una leggera ritrosia. "Agente Smith! Ma lei è un uomo sposato! Non mi sembra giusto nei riguardi della Signora Smith". E lui sornione "Cara, non tiriamo in ballo mia madre, esca a cena con me, domani, e io le prometto una serata indimenticabile".
L'uomo sul pavimento si muove ancora e il resto ve lo dico domani.
Il mio blog è cresciuto, e io con lui
 Il mio blog: http://sghibby.splinder.com
Sì, perchè inizialmente il mio era "Il blog di Sghibby". Un blog, che tutti hanno in questo momento. Amici, politici, personaggi improbabili, persone timide, persone senza peli sulla lingua, persone solari, persone oppresse… di tutto e di più insomma. Io pure, rientro in quel “di tutto di più”. Innanzitutto, il nick Sghibby. Da quando sono entrata nel mondo del Web (il che non è da tanto, due annetti), il mio nome è sempre stato questo: all’inizio quando incuriosita entravo in qualche chat, poi quando ho iniziato a fare qualche gioco on-line, nelle mie e-mail e infine nel blog certo. Poi ho lasciato le altre cose e ho tenuto solo il blog. Sghibby deriva da “Sghirimbicio”, il nome del mio gatto; è una parola che vorrebbe dire qualcosa tipo “birichino” nel dialetto della mia città (cioè Brescia).
Io volevo qualcosa di originale, che non fosse necessariamente poetico, ma che certo avevo solo io. Mettermi nella massa con un blog ok, essere uguale agli altri no.
A questo proposito, il mio blog è iniziato comunque in modo piuttosto pacchiano. Stesso template di centinaia di persone. Stesso nome noioso (Il blog di ***) simile a quello di tanti altri blogger. Ma in mezzo a tutta questa noiosità (che forse non lo è poi troppo) ecco i post. Non penso si possa trovare in Splinder un post uguale ad un altro.
Il mio primo post. Motivi per cui ho deciso di aprire un blog. Voglia di imprimere le emozioni, riflessioni, sensazioni…momenti belli, brutti. Il tutto con il proposito di “finding serenity…”. Eh si, magari anche la serenità di un solo secondo, quello che ti deriva dall’aver buttato su carta (ops, su schermo) quello che provi. Il mio blog non parla di politica, né di attualità se non qualche accenno sparuto qui e là. Il mio blog parla di me attraverso le mie emozioni, l’arte che amo, la musica che ascolto. Parla di me con delle maschere che mi coprono il volto, perché va bene svelarsi, ma non troppo…! Il mio blog poi è cambiato. Si è personalizzato. Il nome è rimasto uguale.
Il vestito è cambiato. Qualcosa di più simile a me. Una doll con i capelli rossi, gli occhi verdi, sfondo romantico; foglie autunnali e foglie primaverili. Poi è cambiato ancora. Quello era troppo sfarzoso. Ancora non ero io. Perché qualcosa poi è successo. C’era troppo buio e avevo bisogno del blog per accendere qualche candela da qualche parte e per ricordarmi di quelle luci che le persone che voglio bene sono per me in questo momento difficile … E allora ecco, che vedo una parte di me e divento “The frog of splinder”, la Rana di Splinder.
Questo blog è cresciuto. E io con lui. E ci sono anche amicizie, sorrisi donati qui e là che non mi aspettavo.
E allora…grazie, per i 3667 sorrisi e attenzioni che mi avete donato!
Da quando ho il blog non sono più la stessa
Il mio blog: http://spigoblog.blogspot.com
Oh, sono una blogger!
Cavoli, hai capito, tu, che mi passi davanti con espressione sfocata, che IO HO UN BLOG!?!?
Da quando ho il blog, non sono più la stessa.
Cammino più impettita, ragion per cui vedo ancor meno bambini barboncini cacche di cane e ogni cosa che stia in quella fascia di atmosfera dagli 0 ai 50 cm sul livello del suolo.
Se mi capita di vederli, oltre a non calpestarli, decido di farci su un bel post.
Poi me lo immagino, e mi metto a ridere da sola. Quelli che ridono da soli devono scatenare strane reazioni nella gente. Li vedo, che mi guardano straniti con lo spigolo dell'occhio destro (o sinistro, dipende se mi passano a destra o a sinistra). Comprimono la bocca come un wurstel cotto 5 minuti nel microonde a potenza 1000 W (provateci...), e fanno la faccia del primo dietro il carro funebre alla sfilata del funerale.
Fatta una non esaustiva carellata degli effetti visibili in ambiente outdoor, passiamo a fare un excursus sulle mutazioni genetiche createsi in me da quando sono una blogger:
QUANDO NON ERO UNA BLOGGER
- Avevo la manìa di scrivere le mie intuizioni su qualsiasi cosa mi capitasse a tiro. Sulla carta del prosciutto, dove poi mettevo i filini di grasso prima di buttarla. Sui pilastri dell'università, a matita; all'uopo mi sedevo sempre vicino a un pilastro. Sulle fatture di gas luce ecc ecc. Sulle fotocopie delle coinquiline.
- Quando avevo l'ispirazione notturna, mi alzavo incespicando nella notte, sempre con gran gioia delle coinquiline, e o ricadevo nel primo punto, o accendevo il pc. Davanti al pc, poi, tabula rasa.
- In realtà, stanotte ci pensavo, quando avevo una manciata d'anni, sufficiente a scrivere, ero già una blogger. Avevo un'agenda, ogni giorno, e più volte al giorno, seduta sui gradini di casa di mia nonna, postavo quintali di idee teorie dimostrazioni disegni pensieri. Chissà dove sono finite quelle agende. Se le trovo magari vi copio poi qualcosa.
ORA CHE SONO UNA BLOGGER
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Ogni cosa che mi succede intorno è un pretesto per fare un post.
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Ho tanti di quei post in testa che potrei postare ininterrottamente per tutto il giorno. Invece faccio come quando gioco a Machiavelli: mi vengono mille idee, ma ne uso una per ogni turno, tenendomi le altre come riserva. Salvo poi perderle tutte. Perchè nel frattempo me ne son venute 129458 altre. Ragion per cui, continuo a usare la tecnica di scrivere su tutto, perdendo in ogni caso nel marasma sia quello che penso che quello che scrivo (fortunatamente, direte voi).
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Mi è venuta voglia di conoscere tutti gli altri blogger che mi stanno simpatici (e anche quelli che mi stanno antipatici), mi chiedo se Farfulla è proprio quella della foto e come sarà dal vivo, mi dispiace di non essere più a Genova perché la Vale dice che è il mio alter ego basso e grasso e vorrei verificare, mi chiedo se Eio è proprio come me lo immagino, ma che dico, io Eio lo conosco già e in fin dei conti in certi casi la realtà supera l'immaginazione ;) , eccetera eccetera eccetera.
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Ho un motivo per correre di mattina in ufficio, unico punto di connessione tra me e il mondo della rete. DEVO INCOLLARE IL MIO POST prima di iniziare a lavorare.
E’ il camaleonte che cambia colore, ma non l’anima.
Il mio blog: http://scritturachiara.splinder.com
Perché un blog?
E perché no, mi sono detta.
Perché ho un gran casino nella testa. Ci sono un sacco di cose di cui vorrei scrivere, raccontare, parlare.
Tante storie.
E un blog. Il mio blog è la mia stanzetta privata, un foglio di giornale, un ritaglio di vita, parole scritte di rosa che scorrono sullo schermo del mio pc.
Già scrivere.
C’è stato un periodo in cui i miei versi mi facevano paura. Parlano di me, troppo. Quando li guardavo mi sembra di vedermi allo specchio, e quando qualcuno li leggeva mi senti spellata.
Come se in mezzo a quelle righe ci fossero appiccicati dei miei pezzi di carne.
Adesso non mi fa più paura sentimi nuda ne sia con uno schermo davanti, sia senza.
Un blog permette di comunicare in maniera privata e pubblica al tempo stesso.
Puoi cambiarlo a seconda dei tuoi stati d’animo, come un vestito che calza a pennello. E’ il camaleonte che cambia colore, ma non l’anima.
Di chi scrive. Di chi posta. Quella è sempre la stessa.
Il blog è la mia finestra sul mondo.
Una finestra sul tetto del mondo
Dare sfogo liberamente ai miei pensieri
 Il mio blog: http://santapazienzafran.splinder.com
Il mio blog è nato come una valvola di sfogo. Ho iniziato a scriverlo dopo una sofferenza d'amore, in un periodo di molto stress per me causato da esperienze di mobbing sul lavoro e mancanza di certezze per il futuro. Ho pensato quindi che dare sfogo liberamente ai miei pensieri e condividere con quante più persone possibili la cronaca delle mie disavventure, potesse aiutarmi a superare questo brutto momento e a trovare forza e fiducia in me stessa. Iniziando a scrivere questa sorta di diario virtuale mi sono accorta pian piano che ci stavo prendendo gusto, che mi piaceva scrivere, dar vita a racconti reali e vedere la reazione delle persone, dar spazio alla mia creatività con la grafica e i contenuti del blog. All'inizio sono stati anche i miei amici a incoraggiarmi dicendomi che scrivevo bene e che gli piaceva leggere quello che avevo da dire. Così sono andata avanti. E devo dire che da quando scrivo sul blog mi sento molto meglio, ha avuto un effetto terapeutico su di me. Prima c'era molta più confusione dentro di me. Ora ho uno spazio dove ordinare e tenere sempre sotto mano quello che ho nella mia testa.
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