TEMPO SCADUTO! ;-)
Il momento è giunto: ultima chiamata per i blogger che hanno partecipato a Vita da Blogger e vorrebbero vedere pubblicato il proprio racconto :)
Mercoledì 1 agosto chiudiamo le ricezioni e inizieremo a organizzare il materiale pervenuto.
Un particolare invito lo rivolgiamo agli autori che hanno scritto la mail per partecipare ma non hanno ancora inviato il fax con la liberatoria. Ricordatevi di fare anche questo entro e non oltre mercoledì 1 Agosto: la sola mail infatti non può essere ritenuta sufficiente per autorizzarci alla pubblicazione del post.
Chiaramente, visto il prolungamento dei termini, possiamo accettare candidature anche da parte di chi ha pubblicato il post in questi ultimi tempi.
A presto con altre news sull'iniziativa!
Il mio blog: http:/www.riccarda.splinder.com
Ho, dopo vari tentativi di comunicazione nel mondo di internet, trovato il modo di esprimermi sia in termini estetici, con foto, disegni e altro, sia la possibilità di entrare in contatto con persone che sono più simili a me di quanto potessi immaginare standomene sola a casa.
Per esperienza di vita vissuta, so che parlare di “depressione”, la mia, annoia da morire.
Annoiava me perché a suon di analisi, bisogni insoddisfatti, terapie, e irritazioni varie nello scontrarmi con lo scetticismo o approssimazione altrui mi aveva esasperato.
Annoia spesso tanti interlocutori perché quando uno ti chiede : Come stai?, se tu rispondi sempre che non va bene, alla fine ti evitano. E se anche non ti sei già isolata da sola, ci pensano gli ultimi tuoi amici a farlo.
Ma il mondo non è fatto solo di depressi, per fortuna.
Ci sono anche persone che comprendono e non perché sono missionari o dediti alla pietà. Può essere che abbiano passato sulla propria pelle, o perché semplicemente intelligenti, o perché ancora sono intelligenti e sono stati per un periodo depressi, e sanno cosa significhi comunicare e far conoscere ogni aspetto della verità.
Non c’è solo il mondo della sanità, della salute o dell’efficienza.
C’è anche un mondo fatto di piccoli particolari, che come in un caleidoscopio tende a scomporsi e riunirsi in altri aspetti a volte affascinanti, a volte sconvolgenti e drammatici.
Fare un viaggio di comunicazione con alleati che ti credono perché non c’è motivo che tu possa far credere cose diverse in questo contesto, che ti stimano, se ti hanno scelto a prescindere, perché tanto non ci guadagna nulla nessuno… ti da una fiducia diversa rispetto al “mezzo”
Qui, mi sento in una situazione abbastanza simile a quella che dovrebbe essere un ambiente “personale”.
Nessuna forzatura.
Faccio, scrivo quello che mi va e qualcuno mi sta vicino perché ha voglia di farlo.
Poi, meravigliosamente, scopri il mondo di altre persone senza dover per forza “corteggiare”.
E anche questa è un’esperienza nuova per me.
Mi affaccio ad una finestra di un cortile che è ampio e variegato.
Ognuno ha una realtà diversa e per qualche aspetto vi trovo qualcosa che mi appartiene.
A volte mi sento l’esperta della situazione, a volte chiedo aiuto a chi considero più preparato di me e ciò non mette in pericolo la mia autostima, anzi. Sembra che, seppur nel virtuale, ci sia un po’ di giustizia.
Alla fine, la cosa che mi ha stupito di più è di avere altre DONNE come amiche.
Nella vita reale, là fuori, non so per quale motivo, ho sempre trovato l’inimicizia, la competizione, la falsità.
Beh non voglio dire che bloggare sia perfetto, ma mi ha dato la dimensione per poter esprimere quello che ho voglio di esprimere, senza dover entrare in conflitti personali e provare vergogne o competizioni esasperanti.
Ci sono anche personaggi che passano e dicono una cosa qualsiasi nel contesto di una foto o di un titolo del post, senza capire l’argomento e quindi dicendo assurdità.
Beh ciò mi diverte anche.
E’ simpatico pensare che c’è chi entra in un bar e chiede mezzo chilo di fagioli, no?
Così si esorcizza anche un po’ il tono drammatico che magari sta prendendo l’argomento
Questo è, per me, esprimere la mia depressione, il mio percorso individuale, sentirmi di aiuto con la mia esperienza per qualcuno che può averne bisogno. In una specie di autoanalisi che mi accompagna e che mi insegna ancora qualcosa.