In questo spazio, vogliamo analizzare l'impatto sociale dello strumento virtuale che cambia il reale
...continua.


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Un blog intimo
giovedì, ottobre 30, 2008
crisaIl mio blog: http://cristianalonghi.splinder.com/

Ciao, ho aperto un blog quasi in concomitanza con il mio sito personale, quest’ultimo per pubblicizzare l’edizione del mio primo libro (di genere erotico). Dopo di che ho scelto di aprire un blog, per poter creare qualcosa che mi raccontasse più da vicino, dove potermi esprimere nell’intimità delle mie emozioni, non solo per pubblicizzarmi, ma per poter così dare vita a quella parte di me che ho scelto di rendere pubblica. Infatti non uso nick e posto pensieri, poesie, riflessioni relative all’erotismo, per far sì che la componente sessuale che ci appartiene possa raccontarsi anche attraverso nuovi mezzi di comunicazione e di condivisione. Strumenti questi che ormai fanno parte di noi nel quotidiano e che a volte, per il tempo che dedichiamo loro, riservano documentazioni molto più vicine alla nostra sensibilità. Nei post la possibilità di esprimersi diviene più facile e riceve l’attenzione che merita. Il vissuto erotico, che riguarda tutti, può essere più tranquillamente condiviso… Infatti una mia iniziativa di scrivere un racconto erotico su Splinder insieme ad altri bloggers ha ricevuto un buon successo di partecipazione, rivelando, da parte della community, una gran voglia di raccontare e mettere in gioco anche gli aspetti più reconditi, ironici e misteriosi dei propri desideri.

Postato dalla Redazione | p-link | commenti (15)
nelle rubriche: libri, scrittura, iniziative



I'm no Superman
lunedì, ottobre 20, 2008
sevy blogil mio blog: http://sevy.splinder.com/

A differenza di tanti blogs personali stracolmi di scritte glitterate, scialbi testi di canzoni, impaginazioni per lo più improponibili ed argomentazioni spesso casuali, frammentarie e nate per puro caso, Sevy Blog nasce come un progetto ben definito e con una sua finalità altrettanto ben definita. Ma andiamo per ordine.
Il testo introduttivo del mio blog è una specie di incipit delle mie motivazioni: "Sono un normalissimo uomo anormale reso ancor piu normalmente anormale dalle donne..." e credo sia la perfetta immagine di ciò per cui il mio blog è stato ideato, ovvero uno spazio in cui proporre le mie perplessità davanti alle grandi incoerenze della società moderna con un occhio di riguardo nei confronti degli atteggiamenti femminili. Ma si badi bene, Sevy Blog non nasce da un'esigenza di sfogo - come spesso succede in tanti blogs - bensì dalla volontà di analizzare fatti e spaccati della mia vita quotidiana con un occhio il più possibile analitico e con un pizzico di ironia e sarcasmo per rendere piacevole la lettura. Nei miei posts cerco di comprendere vari atteggiamenti comuni spesso tralasciati perché dati per scontati. Di solito nessuno si preoccupa di verificare l'ovvio e lo scontato, ma molto spesso, analizzandolo si scoprono risvolti moto piu complessi di ciò che si pensa. Ed è proprio in questo che Sevy Blog tenta di differenziarsi: ho messo su questo blog con il palese intento di creare una provocazione aperta finalizzata alla discussione dei fatti. Purtroppo - contrariamente alla natura del blog che non vuol'essere per nulla offensivo o volgare, ma riflessivo - capita molto raramente di ricevere commenti coerenti e ben ragionati. Spesso infatti mi trovo, dopo aver speso tempo e fatica per organizzare ed impaginare le mie idee, davanti a banali accuse e talvolta puerili offese. Ma nonostante ciò la mia avventura continua, nel tentativo di comprendere questa pazza società... d'altra parte anche le offese sono parte dei meccanismi di questa società. Inoltre le ho messe in conto dato che, per l'appunto, il blog nasce come provocazione aperta.
Qualche piccola nota sulle scelte concettuali e stilistiche del blog. La scelta del tema grafico liberamente ispirata al serial tv "Scrubs - Medici ai primi ferri", non è per nulla casuale. Così come riporto sullo stesso blog, la mia vita e quella del personaggio di fantasia John "J.D." Dorian interpretato da Zach Braff, sono praticamente identiche ad eccezione forse del fatto che in me aleggia anche una buona parte del personaggio di Percival "Perry" Cox molto più cinico e sarcastico, ma anche molto più realista e pragmatico. Così come "J.D." anche io spesso mi ritrovo a pensare e fantasticare sulla mia vita, e come lui ogni giorno impatto contro la realtà che, col passare degli anni e col sopraggiungere della maggiore maturità, diventa sempre più difficile ed incoerente.
Infine qualche nota sull'impatto che il mio blog ha avuto e continua ad avere sulla mia vita. Anche se non si direbbe il mo blog è letto da una vasta schiera di persone alcune delle quali miei amici nella vita offline, i quali spesso evitano di rispondere direttamente sul blog tramite i commenti, e preferiscono comunicarmi di persona le loro opinioni, molto spesso positive. Sebbene questo rappresenti una limitazione alla discussione non di meno può esserne un punto di forza: grazie alla loro reticenza alla partecipazione si rende sempre più evidente la difficoltà di comunicazione odierna e l'effetto che la morale comune ha sulle opinioni personali. Ne è la prova evidente il fatto che su decine di migliaia di lettori che hanno navigato il mio blog, i pochi commenti da loro lasciati sono per lo più in forma anonima, senza un riferimento ad una presenza online e nemmeno un nickname che mi aiuti ad identificarli tra i tanti anonimi per poter confrontare le mie idee con le loro.
Per concludere: ho preso come slogan del mio blog parte del testo di una canzone di Lazlo Bane - colonna sonora di Scrubs - che esprime perfettamente i miei limiti oggettivi nell'affrontare le temiatiche del blog ed invita tutti a parteciparvi: "...but I can't do this all on my own. No, I know... I'm NO Superman!"

Postato dalla Redazione | p-link | commenti (5)
nelle rubriche: vita



Blog dipendente
lunedì, ottobre 13, 2008
lucyIl mio blog: http://innerva.splinder.com

Mattinata in chat, il lavoro non mi impegnava granché e io invece dovevo impegnare il tempo.
Vago su internet più o meno da quando è entrato nelle nostre case ,ma incredibilmente, quando ho tempo da perdere, non so che cosa fare, cosa guardare.
Così la chat. Quella di un forum, non quelle dove si tenta solo di combinare incontri al buio che si spera durino per la vita.
Conosco un'altra ragazza; anche lei, come me, deve far passare il tempo e così si comincia a chiacchierare finché il nostro non diventa un incontro quotidiano.
Un bel giorno salta su e mi dice:"Sai che ho blog?"
"Fico!"
Nella mia mente invece passa il vuoto. Che è 'sta parola? Ma che vuol dire? Al massimo ero arrivata a sentire Blob ma blog no.
Ovvio che non posso fare la figura di chieder cos'è perciò le dico:
"Dai, fammi vedere!" nella speranza di capire da me di che cosa si trattasse.
Non che mi ci volle molto, in effetti.
Per i giorni successivi seguii solo il suo blog senza altro motivo che quello di leggere i suoi post (inutile dire che scoprii solo molto dopo che si chiamano così) finché un bel giorno mi si è svegliato un grillo nella testa.
Lo faccio anch'io.
Scrivo anch'io.
Con l'aiuto fondamentale di questa ragazza, aprii il mio primo blog che, causa colleghi troppo ficcanaso dovetti chiudere.
Ho aperto questo prima ancora di chiudere il primo.
Ed è anche grazie al blog se ora posso fare il lavoro che faccio perché prima di ritrovarmi tra le mani un template da editare (tutte parole quasi sconosciute, all'epoca) non sapevo nemmeno cosa fosse l'html.
Ora: non sono una maga dell'html e scrivo per diletto, ma non so se sono brava ma nemmeno mi interessa.
Sono blog dipendente.
Per ora e chissà fino a quando.
Ma finché dura...

Postato dalla Redazione | p-link | commenti (6)
nelle rubriche: ricordi, amicizia, scrittura