Il mio blog: http://archiviomagnetico.splinder.com
Verso la fine del 2003 ho deciso di aprire un sito che radunasse i miei articoli apparsi nel tempo sui giornali, così come le recensioni ai miei romanzi. La mia esigenza principale era quella di avere uno spazio da gestire in prima persona, svincolato dalle redazioni dei diversi editori per i quali ho pubblicato.
È stato il mio webmaster il primo a spiegarmi cosa fosse un blog.
«Ti carico lo stesso template del sito su splinder» insisteva con fare sciamanico, «e vedrai che sarà comodissimo, per annunciare le presentazioni o conoscere i tuoi lettori».
Non ero sicuro di voler conoscere i miei lettori. Tutto quel che dovevo dire era già scritto nei libri. Mi imbarazzava, dire altro.
Però, per segnalare le presentazioni poteva essere uno strumento utile. Così ho accettato la proposta del webmaster e sono entrato nel nuovo mondo, irto di nicknames e adesivi antipixel.
All' inizio, è come arrivare a una festa dove non conosci nessuno.
Poi, per fortuna, incontri qualcuno che si mette a fare due chiacchiere.
Si aggiunge un amico di questo qualcuno, una ragazza, altri tipi ancora.
Magari addirittura una biondina adorabile che ti dichiara testuale: «Adoro i tuoi romanzi, mi hanno cambiato la vita». Non fai in tempo a imbarazzarti che arriva un tizio tutto sgangherato e fa: «Sei un maledetto esibizionista, Brizzi».
Proprio come alle feste vere, in un certo senso.
Featuring: quello che ti consiglia i dischi migliori; quello che ti consiglia i dischi ancora migliori; quella rilassata e coltissima; quella che annuncia "io ingoio"; il minimalista (parecchi); il massimalista (ancora di più, almeno seduti in pantofole davanti a splinder); gli appassionati di cartoon; gli sportivi; i drughi; le minorenni; i gigolò; quelli che stanno in un angolo a guardare accigliati gli altri che ballano.
Però fortunatamente, per litigare o guardarsi negli occhi davvero, serve ancora abbandonare il computer e fare ritorno al vecchio mondo non-digitale.
Anche nell' epoca del pixel e dei pin a quattro o cinque cifre... dalla realtà non si fugge!