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Insostituibili reti di rapporti fra persone che si stimano domenica, marzo 19, 2006 Abbiamo richiesto il parere di uno dei primi blogger italiani: Massimo Mantellini. Massimo collabora con punto informatico, internet news, mondoweb, e internet magazine. Pubblichiamo con piacere il suo contributo.
Il signor Splinder gentilmente mi invita a spiegare come i blog hanno cambiato la mia vita. Non e' vero, in effetti. Non sono stati i blog, dei quali sono antico e affezionato sostenitore, a cambiare la mia vita, ma Internet, molti anni fa. I weblog - mettiamola così - hanno fatto il resto."Il resto" è l'oggetto del mio post di oggi. La ragione per la quale quasi ogni giorno da molti anni aggiorno il mio weblog. E se di questo vogliamo parlare, la lezione che credo di avere imparato in questi anni è davvero semplice. La si potrebbe condensare in due soli punti. 1) i blog sono un setaccio. 2) il setaccio funziona bene perchè è piccolo. Contenuti e persone, idee e notizie in rete ce ne sono sempre state. Molte, anzi moltissime. Qualcuno ha sostenuto che erano troppe e che da questa "troppezza" discendeva una nostra qualche forma di nervosismo. I più tecnici chiamano questa sindrome "infomation overload". Ora, dire che l'overload informativo è un grave problema di Internet (come è stato scritto più e più volte in questi anni da un sacco di pappagalli) è un po' come dire che non ci piace la cioccolata perchè il dolce al cioccolato che abbiamo di fronte è troppo grande. Voglio dire: basta un cucchiaino e un po' di senso della misura. Nel caso in questione basta invece un setaccio. E questo setaccio è rappresentato da una serie piccola di presidi tecnologici (fondamentalmente i feed RSS, i motori di ricerca che li utilizzano ed il pagerank di Google) di cui oggi, per non tediarvi troppo, non vi dirò. Sappiate comunque che, tutti assieme, questi aggeggi fanno un setaccio. Dentro le sue maglie ciascuno di noi filtra l'universo di contenuti che meglio ritiene. L'informazione di massa diventa cosi, quasi per magia, informazione personale. Fonti diversissime si mescolano e si contaminano. Dentro il setaccio facciamo passare ciò che vogliamo. Il mio aggregatore per esempio conta un centinaio di blog italiani. Non molti in effetti per essere rappresentativi di alcunchè che non sia il mio gusto personale. Ma per me basta e avanza. La rete di contatti che questi 100 blog crea dalle parti di casa mia è la mia blogosfera. Non fatevi abbindolare dalla parola: la blogosfera (oppure se blogosfera non vi piace chiamatela come vi pare) è semplice comunicazione che viaggia a doppio senso. Differente (per questa sua doppiezza) da quella che abbiamo conosciuto fino a ieri sui mass media. Ed è comunicazione personale, nel senso di "pensata per noi". Ogni persona ne sperimenta una differente, la propria. I più colti definiscono queste cose "reti sociali". Ora le reti di questo tipo sono per definizione ambienti piccoli, modellati sulle nostre individuali affinità. E sono, per qualche ragione, ambienti significativi. La frase classica che io come molti altri vado ripetendo spesso e' questa: "Ho conosciuto molte più persone interessanti in 5 anni di blogging che in dieci anni di Internet". Perche' il setaccio fa il suo lavoro. E perchè i blog sono questo, prima di qualsiasi altra cosa: piccole insostituibili reti di rapporti fra persone che si stimano. Quindi se queste reti sono piccole e sono ambiti individualmente delineati, si potrà capire come mai l'esistenza di sedicenti "guru" dei blog, vada archiviata, nella migliore delle ipotesi, come un significativo errore di prospettiva. Cari saluti e complimenti. "Vita da blogger" e' davvero una bella idea. Postato dalla Redazione
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