In questo spazio, vogliamo analizzare l'impatto sociale dello strumento virtuale che cambia il reale
...continua.


Raccontaci anche tu come il blog ha cambiato la tua vita, inviando un post e una foto alla redazione di Splinder :-)

immortal_bard in Una bomber blogger
intensamente42 in Le ragazze di cinqua...
intensamente42 in Il blog è la mia ca...
Lau190990Blue in Il blog è il mio ri...
DeBoRa26101991 in Il blog è la mia ca...
cavicci in Le ragazze di cinqua...
piccolaperline in Splinder è la casa ...
superfly68 in Una bomber blogger
 
oggi
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
--- 2007 ---
--- 2006 ---
 
amicizia
amore
dicono di vdb
feedback
il libro di vita da blogger
iniziative
lavoro
libertà di stampa
libri
notorietà
ricordi
scrittura
sociale
vita
 

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder


Sono troppo impaziente?
venerdì, giugno 23, 2006

Il mio blog: http://untiposerioso.splinder.com

Forse è ancora presto, è colpa mia, sono troppo impaziente. Scrivo e posto più o meno regolarmente da un paio di mesi, e la risposta è no. No, avere un blog non mi ha cambiato la vita.
Avevo iniziato come un reduce dell'erasmus in procinto di infilarsi nel tunnel della tesi, e ora sono semplicemente nel tunnel della tesi, per il resto nulla è cambiato. Oh, beh, hanno scoperto la storia del "calcio caos", abbiamo sostituito governanti e presidenti, è uscito il Codice da Vinci al cinema. Oh beh. Cioè, in sostanza, nulla di fondamentale è successo. Tutto scorre come prima. Eppure, eppure forse no, forse tutto scorre e basta, e il fatto che sia ancora come prima è una grossa illusione. Forse che niente sia mai come prima è la cosa più importante che un blog ti può insegnare, una cosa che in qualche modo sfugge a qualsiasi altra esperienza comunicativa.

Ho sempre avuto una specie di diario personale, fin dai tempi del liceo. Ho anche sempre sognato di diventare scrittore, credevo di avere il "senso della frase". Ora non ne sono più così sicuro, e devo ringraziare anche questo blog per avermelo mostrato con chiarezza. Ho scoperto che c'è una grossa differenza tra scrivere per sè stessi e scrivere per gli altri, battere sulla tastiera immaginando, sapendo che quella stringa di caratteri sarà preda, nel giro di qualche secondo, di occhi che non vedrai mai, a volte incuriositi, magari addirittura interessati, ma più spesso distratti, già pronti a scivolare su qualcos'altro. Perchè il blog aderisce alla realtà, e la realtà si muove naturalmente in una direzione ben precisa: in avanti.

I mouse, le pagine, i pensieri dei webnauti: scorrono, saltellano, slittano oltre. Il nome stesso del tuo blog (un link blu dall'aspetto innocuo) scivola sempre più a fondo su una lista in continuo aggiornamento, inarrestabile, spietata. Corriamo verso il passato, verso pagine web nascoste sotto qualche immateriale codice 0101010100010101 nei bit di qualche ignoto server localizzato sadiodove. Certo, il passato esiste ancora, è ancora POSSIBILE ritornarci. Ma le probabilità sono quello che sono, non fanno sconti. Le chance che ha un post vecchio di essere visitato, di influire su qualcuno, di vivere insomma, si affossano di giorno in giorno, allo stesso identico ritmo dei nostri ricordi. E alla fine forse è proprio solo una questione di ritmo. Il blog non ti cambia la vita - benchè ci sia gente, leggo, che vi ha trovato lavoro, ragazza, fama e chissà che altro - per il fatto che il suo ritmo è quello della vita stessa.

Nel mio caso si tratta ora di usare un mezzo, e cioè il blog, e di riversarci dentro quelle parti della mia vita che capitano. E' così che lo uso. Lo uso per esercitarmi con il tedesco, traducendo parti dei miei post; lo uso per esprimere le mie intuizioni folgoranti sulla mia città inesistente (Milano) o su questioni generali; lo uso per dare visibilità (per quel poco che posso) a quelli che ritengo essere buoni produttori di cultura; lo uso per riferire del mio rapporto complicato con il Sommo Aristotele; lo uso per mettere in piazza i miei racconti, chissamai.

Bloggare non ha cambiato la mia vita, ha fatto molto di più. Mi ha fatto capire che la vita non è mai la stessa, si cambia da sola, in continuazione. Bisogna solo stare a guardare e magari descriverne qualche pezzo, qualche frammento. Magari qualche occhio attento, laggiù nella selva della rete, ne trarrà qualcosa.

Postato dalla Redazione | p-link | commenti (1)
nelle rubriche: scrittura


Commenti
#1   01 Luglio 2006 - 22:27
 
Ho scoperto che c'è una grossa differenza tra scrivere per sè stessi e scrivere per gli altri,--è vero -ma tutti mi dicono che devo scrivere per me stesso- boh .-/
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente lefty333boy

Commenti