![]() |
![]() |
![]() |
|||||||||||||||||||||||
|
|
![]() |
||||||||||||||||||||||||
|
un anno di vita da blogger lunedì, giugno 26, 2006
Come si dice in gergo, con i blog nasci un po’ cacciatore, diventi tessitore ma prima o poi non puoi non diventare sciamano perché non puoi fare a meno di ritrovarti in uno spirito globale fatto di dibattito e informazione e così sono diventata sciamana e il mio blog ora s’impegna ad essere una mini piattaforma d’informazione: le ho attraversate tutte: la politica italiana con tanto di elezioni, il pantano iracheno , il nucleare in Iran , la morte tremenda di Tommaso Onofri , il 20° anniversario della strage di Chernobyl , Considero ciò il mio concetto fondamentale, anche perchè, alla fine del liceo (io sono al linguistico) intraprenderò uno studio universitario in Scienze della Comunicazione. Ma guardando al presente,mi sento più responsabile, oggi mi ritrovo fra le mani giornali d’attualità come il mio fido Internazionale , che spesso sottolineo con evidenziatori per studiare le notizie, per non parlare poi di Nòva 24 in edicola il giovedì con Il Sole 24, inserto che si legge con piacere ed interesse trovando quel feed back un po’ speciale con i giornalisti che sono anche blogger…. Ti da la sensazione di un mondo a portata di mano. Ma in questo connubio tra giornalisti e blogger il mio grazie più sincero va a quello che considero il mio gabbiano maestra Pino Scaccia. Se il mio blog ora riesce ad essere così, il merito è soprattutto suo. Per un momento però faccio un passo indietro. Ma come nasce l’idea del mio spirito blog? Il mio trampolino d’inizio s’ispirava ad un qualcosa di indefinito che sapevo, mi avrebbe portato verso una nuova realtà più matura, ma all’inizio non avrei mai pensato al giornalismo di prima pagina. Creai piuttosto due blog aggiuntivi, uno di musica underground e uno di editoria indipendente (oggi piattaforma di gruppo) Avere un blog per me significava mettersi in discussione. A stuzzicarmi l’idea di crearne uno è stato involontariamente rapace, lo conoscevo già da un anno su Ciao.it, aveva mollato tutto per il suo blog. Avendo sempre avuto un inspiegabile spirito affine nelle scelte ho detto, “ma si, ci provo anch’io, vediamo che succede!” Di solito non mi lascio facilmente influenzare, ma con l’entusiasmo dei blog volevo lasciarmi contaminare da chi già ci era entrato in questo mondo. Io vedevo, un po’ tutto da fuori, abitando ad Avellino (“a due chilometri di curve dalla vita”) qui dove la blog culture era ed è ancora un termine arabo. Per cominciare con stile ho letto Come Si Fa Un Blog? scritto da Sergio Maistrello. Quello che mi colpi fu un commento introduttivo: "… ma un blog non è solo un dono fatto agli altri. È anche un impegno preso con se stessi. È qualcosa che rimane, anche a distanza di anni. Questa frase è stata profetica: oggi sfogliavo a ritroso le pagine del mio blog e in effetti noti tante cose, tanti ricordi un po’ sfumati che ritornano vividi. Sul mio blog c’è la prima intervista che ho firmato: intervistai Peppo D’Agostino (in arte Pandamonium) dei tenia (potete leggere l’intervista qui) (che matti che eravamo!) da allora di interviste ne ho cominciate a fare parecchie, anche un paio ogni mese. Un grande traguardo, davvero. E in fatto d’interazione, ricordo in vacanza ad Alba Adriatica in Abruzzo, quando mi ritrovai per caso ad un incontro letterario con Melissa P. le parlai a quattr’occhi, non parlammo né dei suoi libri né delle sue storie ambigue: parlammo dei nostri blog e dei Virginiana Miller Il blog è stato prima di tutto il crollo di una barriera architettonica, il power to the people ideale che forse, nella realtà non sempre si ripropone in modo così accentuato. La blogosfera diventava l’antidoto alla massificazione , il reclamo fattibile alla giustizia lesa La mia infarinatura cominciava a farsi già consistente, soprattutto perché cominciava a nascere la costanza negli aggiornamenti del blog ormai giornalieri. Ma il grande salto è stato lo spirito di appartenenza alla blogosfera che era sinonimo di un mondo che spesso poteva essere molto professionale e allo stesso tempo umano, tanto umano. Quello è l’impatto che mi ha dato Pino Scaccia, conosciuto prima sul suo blog, con quello strano senso di dargli del tu poi divenuto sempre più familiare e poi con il suo libro La vera sorpresa fu il 30 settembre, il giorno in cui ritrovai nel mio inbox il suo invito per entrare nella community di Blogfriends , commentai questa novità sul mio blog con un tenero entusiasmo e Pino lasciò scritto li sotto: <<Benvenuta con tutto il cuore, c’è bisogno di anima>>
L’anima, già, quella che di sicuro non mi è mancata nell’incontro con lui e tutta la tribù organizzato il 10 dicembre a Roma al Palazzo dei Congressi durante Quel giorno avevo con me un foglietto, qualcosa di speciale, si trattava di Malwiyia: una poesia che gli avevo dedicato quando era partito per Islamabad ad ottobre in occasione di un forte terremoto. Era la prima volta che vedevo partire Pino Scaccia da quando ero su Blogfriends, allora gli dedicai Malwiya…ironia della sorte, vinse il primo premio ad un concorso di poesia il 7 dicembre, lo stesso giorno in cui seppi dell’incontro a Roma, fu la editor della Halley Francesca Chiappa a farmelo sapere, così decisi di non dire nulla a Pino e fargli una sorpresa con la poesia, che ora lui ha con la mia dedica (P.S: un mio libro di poesia dovrebbe uscire questa estate, dipende tutto dal mio editore, un po’ in ritardo per impegni sopraggiunti…prima o poi si farà vivo) E se dobbiamo parlare di scrittura, cito prima di tutto William Nessuno che mi ha dato la possibilità di entrare a far parte del suo blog letterario su Érik Satie e di quello di Cyberavatar, il laboratorio sull’ascensione della personalità dal reale al web.
Quello è stato un percorso che mi ha aperto a notevoli spunti di riflessione insieme alla lettura di Blog Generation del mitico Guru Giuseppe Granieri (anch’io sono sul Journal di Book Café ovviamente) Delle esperienze davvero formative, se penso al fatto che il 21 marzo mi sono ritrovata a fare la relatrice sulla comunicazione dei new media ai tempi del weblog in un seminario all’Itis Majorana di Grottaminarda (Av) al fianco di Giampiero Antonioli (direttore della Nuova Università del Cinema e della Televisione di Cinecittà), Giacomina Valenti, direttrice di Leonardo World, Carlo Orichuia, vice direttore di Rainotte, Pino Tordiglione (regista e moderatore),un tecnico SIAE e il delegato console americano Anthony Deaton (qui la photostory ) Io sono stata una sorta di mediatrice tra gli studenti e i relatori, non male avendo solo 17 e mezzo. P.S notate la mia giacca di pelle? È ispirata allo stile “Platone’s snack bar” di Granieri . Ero praticamente al top,ma svegliami una mattina e ritrovarmi ai vertici della classifica di Blogitalia è stato uno svenimento: ero al 35 posto (ora sono al 43°) tutto questo successo non me lo spiego, ma ringrazio tutti quanti voi che per adesso mi permettete di stare lassù. Il primo pensiero che feci guardando la classifica, non riuscì a spiegarmi come avevo fatto ad essere molto più su di Antonio Zoppetti al 82 posto, Andrea Beggi ad un gradino sotto di me e Sergio Maistrello ( colui che mi aveva dato la prima spinta morale al mondo dei weblog) al 41° posto…tranquilli, non me lo spiego nemmeno ora. Tirando le somme, direi che è stato un anno eccezionale che mi ha insegnato cose che difficilmente si possono apprendere altrove: quello che ti cambia è questo senso d’illuminismo e di dibattito che nasce da ogni argomentazione con quel senso maieutico che ti apre la mente. Tutto questo mi riempie d’orgoglio e ringrazio un po’ tutti. Ringrazio quelli che mi hanno letto, quelli che mi leggono di solito, quelli che i stanno leggendo solo ora, quelli che continueranno a leggermi e quelli che non mi leggeranno mai. Tra le persone che non ho ancora citato ringrazio d4rkcloud , Hafiz e la sua disponibilità a farmi capire qualcosa in più del mondo musulmano , Alessio Adami e il suo alterego letterario Obo , ringrazio il gruppo musicale dei Klimt 1918, i miei amici blogger cantanti e scrittori,tutti i miei collaboratori del pub letterario, gli amici della Bacheca Campana, quella banda di scettici che ho convinto a convertirsi ai weblog e fuori dal blog ringrazio la disponibilità di Giuliana Sgrena a rispondere ad una domanda che le avevo rivolto nella presentazione di Fuoco Amico a Sperone (Av), grazie a Google News per le rassegne stampa sul web, ringrazio chi fa il tifo per me e ogni tanto mi passa a leggere ( famigliola compresa), grazie anche a Giuseppe “Ultimo” Relmi degli Amon*Ra (in bocca al lupo per la finale del Music Village di domani), grazie a Tony D’Alessio dei Guernica, all’elfo Nicola Barghi,ringrazio anche il mio Preside-scrittore Franco Festa che ieri si è dovuto sciroppare due lunghe e-mail sulla mia concezione dei weblog. (Promesso, prima o poi convertirò anche lui a questo mondo) Ma più di tutti ringrazio quello spirito di unione suprema in questo mondo del web, che a me piace considerare come il mondo protetto da “zonker”. Grazie ancora a Pino Scaccia per la sua ricchezza s’animo e il suo appoggio alla tribù. E soprattutto grazie mille a te che sei stato così audace da leggere tutto questo post. Postato dalla Redazione
| p-link
| commenti (1)
|
||||||||||||||||||||||||
|
|||||||||||||||||||||||||