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il blog di Grazia
http://grazia.blog.it è il blog del celebre settimanale femminile, che ha "cambiato la vita" di otto ragazze tra le blogger più famose, reclutandole nella propria redazione. Trattasi di: Bambolescente, Violetta Bellocchio, Simona Siri, la Pizia, Mae, Mafe, Mamma per sbaglio e Lisagialla. Ringraziamo Bambolescente che, qualche giorno fa, ha parlato di noi in questo post che riportiamo qui sotto: I tenutari di blog raccontano in quale modo quest’ultimo ha cambiato loro la vita su Vita da Blogger.
I blogger escono di casa e incrociano conversazioni, facce e orrori di vario genere, non sanno fare a meno di leggere tutto questo come materiale per il blog. E la vita percepita come una sequenza infinita di “post” non è sempre facile. Questo è quanto hanno in comune. La ricompensa, invece, è un fattore strettamente personale.
Il videopost di Teleblogo
 Anche i blog hanno la loro televisione: Teleblogo.it. Un ottimo videoblog, gestito con la passione e il duro lavoro di questi bravi ragazzi, che mandano in onda le loro trasmissioni quotidianamente e in assoluta autonomia, come ai tempi delle radio libere. Nella puntata del 5 aprile 2005 hanno parlato di blog, e di vitadablogger, nel loro stile.
Potete vedere la puntata seguendo questo link: http://www.teleblogo.it/post/266/martedi-4-aprile
La redazione di Splinder, ringrazia Teleblogo, ed in particolare Alberto Puliafito.
Un blog ti cambia la vita?
Vi segnaliamo questo bell'articolo di Laura Piccolo, pubblicato su Mediazone.info, che recensisce vitadablogger. Ringraziamo Laura, e riportiamo qui l'articolo. E’ UNA SORTA DI META-BLOG e si chiama Vita da blogger. Né un manuale, né un’antologia, ma un semplice collage di frammenti di frammenti, che raccoglie nei suoi post i contributi di quanti negli ultimi anni hanno deciso di tuffarsi – chi col paracadute, chi col naso tappato, chi con gli occhi chiusi, e chi in totale incoscienza - nell’(ormai inflazionato?) universo-blog. E raccontare, a pochi anni di distanza dagli esordi, la loro vita insieme al loro blog.
Al bando sterili discussioni su effetti magici o diabolici dei blog, che sembrano già da archiviare come soluzioni anacronistiche. Per spiegare cosa sono, a che servono, e se possono cambiare davvero la vita delle persone, non ci sono dissertazioni d’alta scienza: basta affidare l’esaltante compito agli stessi protagonisti. E’ questa l’idea che ha spinto la redazione di Splinder, la più grande piattaforma italiana di gestione di blog, a chiedere di raccontare storie, esperienze ed emozioni legate a quella straordinaria prima volta. Sono tanti i contributi pervenuti finora dagli aficionados che, a volte con nostalgia e non senza (auto)ironia, hanno rievocato il loro debutto nella blogosfera, rendendo evidente che gestire e leggere blog non è una bacchetta magica che cambia la vita, ma si rivela quasi sempre un inaspettato moltiplicatore di opportunità. In campo personale, sociale, finanche professionale. Un caso noto nella blogosfera è quello di Personalità confusa che con il suo blog ha davvero dato una svolta alla sua vita trovando lavoro. Ma è certo un caso raro. Per lo più niente di radicale, quanto piuttosto “tanti piccoli input al cambiamento”
Gatte e canarini
Attraverso le statistiche, ci è capitato di leggere questo bel post di Gatta Sorniona del quale ne riportiamo un estratto: "Ultimamente leggo spesso vitadablogger, il blog che raccoglie i racconti sul come, quando, dove e perché si è iniziato a scrivere il proprio blog." Non è la prima definizione di questo tipo che abbiamo letto in giro, e molti fra gli ultimi post pervenuti in redazione corrispondono ad essa. Il problema è che l'intento iniziale di questo spazio era un altro, e così si rischia di andare totalmente fuori tema.
Proviamo a fare chiarezza. Questo blog vuole analizzare l'impatto sociale dello strumento: vuole aiutare a capire se effettivamente il virtuale può cambiare il reale. Perciò quando state per scrivere il vostro post dovete farvi solo un paio di domande: 1) il blog ha cambiato almeno un pochino la mia vita? 2) in che modo? Ho conosciuto qualcuno grazie ad esso?
Dopo aver risposto sì alla prima domanda, potete procedere con la seconda, e di contorno a questo potete inserire quello che vi pare, anche la storia dei blog dei vostri parenti fino al diciottesimo grado, canarini compresi. Se la risposta è no, magari provate ad aspettare un po' di tempo che non si sa mai, le vie del blog sono infinite.
Insostituibili reti di rapporti fra persone che si stimano
Abbiamo richiesto il parere di uno dei primi blogger italiani: Massimo Mantellini. Massimo collabora con punto informatico, internet news, mondoweb, e internet magazine. Pubblichiamo con piacere il suo contributo.  Il signor Splinder gentilmente mi invita a spiegare come i blog hanno cambiato la mia vita. Non e' vero, in effetti. Non sono stati i blog, dei quali sono antico e affezionato sostenitore, a cambiare la mia vita, ma Internet, molti anni fa. I weblog - mettiamola così - hanno fatto il resto. "Il resto" è l'oggetto del mio post di oggi. La ragione per la quale quasi ogni giorno da molti anni aggiorno il mio weblog. E se di questo vogliamo parlare, la lezione che credo di avere imparato in questi anni è davvero semplice. La si potrebbe condensare in due soli punti. 1) i blog sono un setaccio. 2) il setaccio funziona bene perchè è piccolo. Contenuti e persone, idee e notizie in rete ce ne sono sempre state. Molte, anzi moltissime. Qualcuno ha sostenuto che erano troppe e che da questa "troppezza" discendeva una nostra qualche forma di nervosismo. I più tecnici chiamano questa sindrome "infomation overload". Ora, dire che l'overload informativo è un grave problema di Internet (come è stato scritto più e più volte in questi anni da un sacco di pappagalli) è un po' come dire che non ci piace la cioccolata perchè il dolce al cioccolato che abbiamo di fronte è troppo grande. Voglio dire: basta un cucchiaino e un po' di senso della misura.
Controcorrente
 Il mio blog: http://ehvvivi.splinder.com Prima di aprire un blog (maggio 2003) ero una donnetta nevrotica, depressa, bulimica, che andava in terapia da una strizzacervelli una volta alla settimana, che dopo la sua separazione era alla ricerca disperata del suo principesso azzurro, in perenne lotta contro i radicali liberi e i chili di troppo. Vestivo con i tendoni dismessi del circo Orfei e gli unici appuntamenti che ottenevo da un uomo erano con il mio dentista ottuagenario. Ora, a distanza di quasi tre anni, posso dire che...
La parodia di VdB
Siamo venuti a conoscenza che il buon sifossifoco ieri ha scritto un esilarante post, per ricordarci che nella vita non bisogna mai prendersi troppo sul serio, sia che si tratti di virtuale o di reale. Apprezziamo il suo tentativo e lo riportiamo qui ringraziandolo, con autoironia.
Lo sai anche te, no? Ora Splinder racoglie tute le storie più encomiabili di noi webloger! E qual dolce ricordo gli è la mia... Coreva l'ano 2003, e io m'ero apena fermato pe' una pisciatina al muro (come documenta la foto mentre stò) e riflettevo tra mémmé. Avevo zero soldi, un lavoro disonesto, la mì moglie m'aveva lasciato e - sicome son sempre i migliori che se ne vanno - gli amici più cari erano morti uno a uno e rimaneva solo la fufa chè si scrive coll'effe dopia. Avevo tanto sentito parlare, lì in Albania, di questa nuova abitudine di sciacquare i panni nell'Arno indove già li sciacquavano tante blogostare che col satellite che si vedevano.
Parlano di Vitadablogger
I blogger iniziano a guardare con curiosità all'apertura di questo blog, e ovviamente, per loro natura, non possono fare a meno di scriverne. In giro per la blogosfera sono comparse le prime recensioni e feedback. Vogliamo riportarne qui una, presa dal blog www.fermatelapioggia.net, che è stata pubblicata in questo post. Ringraziamo sentitamente l'autore.
Vita da blogger: può un blog divenire così totalizzante da giustificare il titolo di questo post? No, non può. Il blogger è “qualcos’altro”, e lo è sempre stato. Per la precisione è tutto il resto, e spesso “tutto tranne il suo blog”. Il suo blog sono frammenti, è qualcosa che lascia cadere.. senza ragione, senza motivo apparente. Splinder l'ha pensata. E come più intelligente piattaforma ed in un certo qual modo “originaria” ha creato un blog che ne parlasse… non di se stesso, non della blogosfera, ma delle persone. Quelle che spesso dietro ad un blog scompaiono, che si frammentano nei commenti per ritrovarsi in spazi altrui lontani ed inaspettati.
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