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Messaggio dalla redazione
 Un ennesimo grazie a tutti per la vostra partecipazione a questo blog. Ne approfittiamo per richiamare la vostra attenzione sul tema, ancora una volta, nel caso ve lo foste dimenticato. Vitadablogger racconta come il blog (virtuale) ha cambiato/migliorato il vostro modo di pensare o la vostra vita (reale). Questo non è uno spazio di semplice autopromozione per i blogger. I post di tre righe che dicono "questo è il mio blog, è bello, venite a visitarlo" sono completamente fuori dallo spirito necessario alla pubblicazione. Inoltre, ricordatevi che se scrivete un bel post, otterrete sicuramente più visite. Bloggers fateci vedere cosa sapete fare, raccontatevi, forza!
Il blog interagisce con la radio
 Il mio blog: http://radiolupocattivo.splinder.com
Questo Blog è figlio di un evoluzione costante. Siamo nati nel 2005 come timidi sperimentatori della nuova tecnologia PodCasting. Con molta difficoltà abbiamo, e stiamo percorrendo una strada piena di ostacoli ed ogni volta che ci mettiamo davanti ad un monitor, con un microfono ed una cuffia, siamo attanagliati dall'emozione. Il Blog è stata una diretta conseguenza di un voler, oltre che a parlare, scrivere migliaia di parole, per dare modo ai nostri ascoltatori di interagire con Noi. Il target delle trasmissioni è prettamente calcistico, in virtù di una mia antica voglia/fobia: fare radio. L'ascolto delle nostre trasmissioni arriva in tutto il mondo, grazie alla rete, e con molta soddisfazione notiamo che lo stesso blog ha una media accettabile di visite e di patrecipazione; perchè sappiamo che è importantissimo che oltre alle visite ci sia un intescambio di opinioni, pareri ed anche una scorta di critiche, perché non fa mai male.
scoprire che dietro lo schermo ci sono persone reali
Il mio blog: http://neroassenso.splinder.com
Ho iniziato il mio blog poco più di un mese fa. Di Blog mi parlò Loredana Lipperini e io non riuscii a capire di cosa si trattasse. Poi, trascinata da un amico, che mi ha fatto vedere la sua prima pagina pubblicata su splinder, sono riuscita ad addentrarmi in questo mondo sommerso, affascinante, di idee, di emozioni, di desideri, di vita in movimento... La mia voglia di condividere, comunicare il mio pensiero, di pubblicare le mie poesie si è concretizzata, ma in modo del tutto diverso da come si può pubblicare normalmente sui libri ( esperienza fatta, anche quella). Più di mille contatti in meno di un mese non è poco e devo dire che questo stimola la creatività, rende tutto più dinamico. Esporsi alle critiche, positive o meno, significa crescere, migliorare e avere questa opportunità che va oltre i confini territoriali, oltre le convenzioni, oltre la costrizione dei tempi, non può che giovare. E il mio blog si propone proprio questo: rompere il cerchio dell'aquiescenza collettiva, osare di avere una propria opinione e offrirla come terreno di coltura per altre idee, intelaiate, intessute in una trama vitale che non ha fine...
Un saluto da Paolo Cevoli
Il mio blog: http://paolocevoli.splinder.com Abbiamo chiesto a Paolo Cevoli, il celebre "assessore" di Zelig, di scrivere un post per vitadablogger. Paolo, volendosi distinguere dagli altri, ci ha inviato il videopost, girato in treno col telefonino. Per vederlo cliccate sul link sul player a fianco; e' possibile anche scaricarlo in formato QuickTime*. Grazie Paolo! * per visualizzare il filmato è necessario avere installato Quicktime. Se non ce l'hai lo puoi scaricare qui.
l'imprescindibile voglia di continuare l'avventura
Il mio blog: http://mrpalomar.splinder.com
«Siamo fatti della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni» dice Prospero ne La tempesta di William Shakespeare, ed è proprio quanto a me è capitato di sperimentare attivando il mio blog. Nel Settembre 2005, appena tornato da un viaggio lungo la storica Via della Seta mi lascio solleticare dall'idea di sostituire le classiche numerose proiezioni di foto agli amici con l'attivazione di un blog nel quale, confusamente allora intuitivo, avrei parlato di viaggi selezionando tra i numerosi scatti non i più prestigiosi, ma quelli che "raccontavano" o mi stimolavano a raccontare una storia. Il gioco mi ha preso immediatamente la mano ed ho cominciato a percorrere il tempo a ritroso - con alcuni flash su recenti viaggi - ed in avanti - con alcune proiezioni sulle imminenti programmazioni di nuovi.
Riscoperta, nella ricerca di nuovi soggetti di post fotografici, la cartella dove erano archiviate le foto del viaggio in Groenlandia in slitta compiuto nella primavera del 2005, ho ben presto capito - anche grazie all'approvazione di lettori che esulavano dalla cerchia ristretta degli amici - che si sarebbe trattato di un terreno fertile. Un giorno, nel corso di un incontro con due amiche di Torino alle quali stavo facendo vedere da un portatile alcune foto groenlandesi, commentandole stavolta a voce nello stesso modo che loro avevamo molto apprezzato nel blog, sono stato intercettato da un editore che mi ha suggerito e proposto di tentare la via di un libro fotografico.
Colpa di una mente sempre al galòp
Il mio blog: http://placidasignora.splinder.com
Se cerco di individuare nella memoria la prima volta che mi sono trovata di fronte a un blog, non ci riesco. Colpa di una mente sempre al galòp, dove si accavallano ricordi e immagini e momenti; colpa del web, dove il senso del tempo assume tutto un altro significato…Chissà. Ad ogni modo doveva essere intorno al 2002, credo, mah, e i blog erano quelli di amici e colleghi, Pino Scaccia e Claudio Sabelli Fioretti, che talvolta pubblicavano miei articoli o i testi di una buffa mail collettiva che spedivo quotidianamente come Buongiorno ai Tesorimiei, ed erano diventati per me una sorta di seconda casa decisamente amica dove mi rifugiavo in un momento della mia vita assolutamente difficile e per nulla felice.
E partendo da loro, di link in link, ho conosciuto altri che poi sono diventati amici; ricordo che uno dei primi fu Sergio Pilu (Squonk), che scriveva da Claudio. E da lì altri, allora non ancora tutti collegati fra loro, ma solo dall’istintiva mia simpatia. Fra questi Herzog e il suo ufficio postale di cui divenni immediatamente segretaria creando la Signorina Silvani, e poi Tuaeditor che viveva in un armadietto archivio, il Gatto, la Nonna con la sua tisana di peyote, Erendira la stagista… La Signorina Silvani detta Sisì, con i suoi flap flap di ciglioni, i vestiti rossi e gli ancheggiamenti tutto tranne che sexy ha avuto forse il piccolo merito di essere riuscita ad aggregare uno splendido gruppo goliardo e pieno di allegra fantasia: era un periodo in cui si giocava molto nei blog, tutto era lieve e leggero, divertentissimo.
Memorie di un black blog
Il mio blog: http://marsilioblack.splinder.com
Come penso sia capitato a molti, mi sono trovato ad aprire un blog quasi per caso, spinto dalla curiosità, senza un progetto ben definito. All’inizio del 2003, da qualche mese avevo cominciato a curare “Black”, una collana di narrativa noir edita da Marsilio, e mi sarebbe piaciuto che avesse una qualche forma di presenza in Rete. Senza budget e con conoscenze tecniche troppo scarse per farmi un sito da solo, la questione pareva irrisolvibile. Sapevo solo vagamente cos’erano i blog o weblog, quelle pagine WEB all’apparenza estremamente povere, composte da una fila di testi di lunghezza variabile contrassegnati da una data e da una o due colonne laterali fitte di link, in cui mi capitava sempre più spesso di imbattermi mentre facevo ricerche con Google, trovandoci informazioni utili e preziose.
Poi un giorno sono arrivato sulla home-page di Splinder, il più diffuso blog-host italiano, e mi ha attratto una scritta che prometteva la creazione di un weblog in tre minuti. Ho cliccato, seguito alcune istruzioni a prova di imbranato qual ero e sono, ed effettivamente una manciata di minuti dopo il mio “Black Blog” era attivo e operante, possedevo la mia personale finestra sul WEB. Il problema, ora, era cosa diavolo ci avrei scritto.
Una naturale propensione per la disinformazione becera
 Il mio blog: www.daveblog.net
Forse non dovrei prenderla così alla lontana, ma una cosa che mi viene in mente è che la prima volta che ho navigato in Internet l'ho fatto scioccamente e in tondo dentro al sito del mio provider, per tre quarti d'ora, perchè la mia personale concezione della rete non contemplava i motori di ricerca: chissà perchè, ero convinto che in Internet gli spostamenti avvenissero per link consecutivi, e che i siti fossero montati in serie, e non in parallelo, senza ulteriori mediazioni. Il primo shock fu quindi comprendere che Internet consentiva di cercare le informazioni adattando i percorsi alle proprie esigenze. Il secondo shock fu prendere coscienza della presenza degli "altri". Di link in link un giorno ero arrivato dentro ad una di quelle chat testuali, antesignane degli attuali sistemi di comunicazione istantanea, in cui il tuo messaggio appare con un gap di qualche minuto. La prima risposta, rivoltami inequivocabilmente da un nick che per quel che ne potevo sapere poteva appartenere benissimo al mostro di Milwaukee, mi provocò un brivido freddo e inquietante lungo la schiena ("lo sventurato rispose"). Poi, come per effetto di una invincibile spirale evoluzionistica, ad un certo punto il gibbone decise di cavalcare l'onda e farsi uomo di Cro Magnon. Ad un certo punto, non appena le cose mi furono un po' più chiare, decisi di imparare a mettere in rete le informazioni.
LibertĂ di stampa
Siamo lieti di pubblicare il contributo di Claudio Sabelli Fioretti, blogger e giornalista che collabora con: Corriere della Sera, Sette, Caterpillar (RadioDue) e Prima Pagina (RadioTre).  Volevo assolutamente un sito, ero invidioso di quello di Barbara Palombelli che mi sembrava stupendo, cozzavo contro il mio analfabetismo informatico e contro i costi degli smanettatori che si offrivano per costruirmene uno. Quando Luca mi parlò dei blog fu per me una rivelazione. Esisteva il web democratico e gratuito! Cinque minuti dopo c'era il mio blog, www.sabellifioretti.com, in cui chiacchieravo con i miei lettori del Magazine che allora si chiamava Sette, con i miei ascoltari di Caterpillar e di Prima Pagina e soprattutto con tutti quelli che volevano condividere con me un po' di visibilità (per non parlare degli iscitti del Pa.Po.Po., il partito popolare populista del quale mi ero eletto subcomandante (perché il comandante è il Popolo). Oggi i miei blog hanno figliato. C'è quello che raccoglie tutte le mie interviste, quello in cui pubblico documenti troppo grossi per essere pubblicati nel mio blog principale, quello in cui pubblico sondaggi, quello in cui pubblico barzellette. Sono anche diventato il terrore degli amici. Appena uno si lamenta della mancanza di informazione libera in Italia io gli apro un blog e gli dico "Vai!". Oggi dopo 1650 giorni di vita il mio blog principale ha 1200-1400 visitatori diversi al giorno (con un record di 1728 qualche giorno fa) e si avvia felicemente a doppiare il milione di visitatori. E rappresenta la mia ancora di salvataggio. Quando penso che in Italia la libertà di stampa non è proprio il massimo, vado sul mio blog e scrivo.
La prima blog band italiana
Il nostro blog: http://perturbazione.splinder.com
Tra di noi c'è chi guarda al blog con sospetto... I più accesi sostenitori di questa forma di comunicazione si sentono un pò gli occhi addosso come se gli altri sottintendessero 'ma non è che vi siete rincoglioniti?'. Perchè il nostro vorrebbe essere un blog collettivo, in cui un gruppo parla di sè, un modo per conoscersi meglio, aldilà dei palchi e dei concerti. Il risultato è una specie di creatura infestata da sei demoni, alcuni più silenziosi, altri fracassoni, che, a seconda delle fasi attraversate nella vita, riversano pensieri, suggerimenti, tentativi di scoop, riflessioni, lettere aperte. E non necessariamente legate all'ambito musicale.
Le vostre storie
All'indirizzo redazione@splinder.com sono arrivati tantissimi contributi. Per colpa o per merito del blog ve ne sono successe veramente di tutti i colori.
Se non hai ancora visto il tuo post pubblicato, non preoccuparti. Li stiamo leggendo e selezionando. Se hai mandato la tua e-mail tre giorni fa, non significa che se non ci sei ora non verrai scelto. E' solo questione di tempo, abbiamo una lista lunga.
Continuate pure a mandare le vostre storie, e a seguirci, se ne leggeranno delle belle!
Enrico Brizzi
Il mio blog: http://archiviomagnetico.splinder.com
Verso la fine del 2003 ho deciso di aprire un sito che radunasse i miei articoli apparsi nel tempo sui giornali, così come le recensioni ai miei romanzi. La mia esigenza principale era quella di avere uno spazio da gestire in prima persona, svincolato dalle redazioni dei diversi editori per i quali ho pubblicato.
È stato il mio webmaster il primo a spiegarmi cosa fosse un blog. «Ti carico lo stesso template del sito su splinder» insisteva con fare sciamanico, «e vedrai che sarà comodissimo, per annunciare le presentazioni o conoscere i tuoi lettori». Non ero sicuro di voler conoscere i miei lettori. Tutto quel che dovevo dire era già scritto nei libri. Mi imbarazzava, dire altro. Però, per segnalare le presentazioni poteva essere uno strumento utile. Così ho accettato la proposta del webmaster e sono entrato nel nuovo mondo, irto di nicknames e adesivi antipixel.
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