In questo spazio, vogliamo analizzare l'impatto sociale dello strumento virtuale che cambia il reale
...continua.


Raccontaci anche tu come il blog ha cambiato la tua vita, inviando un post e una foto alla redazione di Splinder :-)

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Splinder sei un ganzo
martedì, gennaio 08, 2008
fatinaIl mio blog: http://fatinadeimuffin.splinder.com/
 
Io sono piuttosto caotica di mio. Nella mia mente girava così a gògò l'idea di gettare tutti quei pensieri scollegati da qualche parte. Inizialmente problemi da comune adolescente spigliati incorporati con abbreviazioni poi improvvisamente cresciuti, deturpati e lacrimanti pensieri di un'anoressica.
E' come se Splinder fosse la mia lavagnetta portatile. E' come se fossi il capo di qualcosa, il mio nick fra l'altro è un qualcosa che lascia sognare. La conclusione è che affido a Splinder tutto il mio possibile amore (mezzocolmato anche se ancora vuoto) da ex anoressica/bulimica insomma una "disturbata alimentare" qualunque. Il mio modo di scrivere anche se sempre caotico come me porta sempre a qualcosa se scritto lì in quelle mitiche righette. Insomma è stato anche un contacalorie per me (tipo:COLAZIONE:100 ml di latte 46cal,PRANZO:merendina 100cal..), un ripara emozioni un'ombrello che proteggeva le mie lacrime (Lui mi ha lasciato.Infiniti patemi bigotti su di LUI). Non dico che Splinder è la mia vita, ma è come se fosse stato accanto a me anche quando sentivo il respiro di pesare meno di 40 kg. Contiene quindi le mie narrazioni da quattordicenne anoressica-disturbata vissuta.
Insomma detto in tutta franchezza.
Splinder sei un ganzo. Punto.

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nelle rubriche: ricordi, vita, sociale



Blog laico
martedì, settembre 18, 2007

diverdalceIl mio blog: http://diverdalce.splinder.com/

Chi cerca di convincermi su qualcosa mi da fastidio. Io non cerco di convincere nessuno. Affermo le mie idee in qualsiasi campo, qualcuno si dice contrario, qualcuno concorda, ma la cosa non mi riguarda. Non ho una verità da diffondere od affermare su nulla. Sono convinto infatti che ci sono tante verità quante sono le teste dei viventi a questo mondo. La mia è solo una di queste verità, non ha senso che mi affanni a convincere qualcun altro a condividerla. Per questo mi piace scrivere sul blog. Ci scrivo ciò che mi passa per la testa. A qualcun altro capiterà di leggermi, come a me capita di leggere tanti altri che non conosco. Qualcuno penserà che ciò che  scrivo è interessante, qualcun altro che è stupido, e gli uni e gli altri passeranno oltre a cercare altri pensieri di altre persone. Qualcuno persino si attarderà a lasciarmi un commento… E’ veramente un altro mondo, rispetto a quello in cui viviamo, dominato dall’interesse a convincere gli altri. Per motivi commerciali, politici, religiosi qui tutti si affannano a convincermi a credere a ciò che affermano. Qui c’è quindi una guerra continua, commerciale, politica, religiosa. Là siamo nel laicismo più assoluto, che significa rispetto dell’altro, della sua libertà di pensiero E se dal mondo virtuale dei blog, nascesse una nuova etica per i rapporti interpersonali anche nel mondo reale? Non sarebbe male come prospettiva!

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nelle rubriche: vita, sociale, libertà di stampa



Blogger cerca casa
lunedì, settembre 10, 2007
eliz1Il mio blog: http://buildinghome.splinder.com  

Avevo già un blog nel quale scrivevo le mie vicende, le mie sensazioni, una sorta di diario aperto a tutti.

Poi raccontando agli amici le mie avventure nella vita reale, le vicende più o meno tragicomiche per trovare casa e tutto il resto, ho pensato: Chissà quanta gente come me in questo momento sta cercando casa e vive le mie stesse avventure. Padroni di casa pazzi, appartamenti fatiscenti, posti auto a 600 mt da casa, cucine invivibili e spazi multifunzionali che non funzionano.

Cosi è nato il mio blog parallelo. Buildinghome appunto. Lo scrivo in corsa, man mano che le vicende mi accadono. Sono giunta al punto di andare a visitare le case munita di moleskine per prendere appunti su atteggiamenti, appartamenti e tutto quanto può essere incredibile ma vero.

E' un'avventura che tutti coloro che vogliono mettere su casa dovrebbero leggere, se non altro per alleggerirsi un po' dai pensieri e farsi una sana risata.

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nelle rubriche: sociale



Un blog salvi l'università
giovedì, agosto 23, 2007

valeXannaIl nostro blog: http://scidecomsblog.splinder.com/


Perchè abbiamo creato un blog? Semplice....come parte di un esame...e più precisamente l'esame di "Informatica e nuovi media". Ora spieghiamo meglio: siamo due studentesse di Scienze della Comunicazione e abitiamo nei pressi di Torino...più precisamente Ivrea.In questo piccolo paese (di cui ancora si parla molto grazie alla fabbrica Olivetti e alla Battaglia delle arance) è presente una sede universitaria distaccata da quella di Torino in cui è presente il corso di laurea prima citato. Come argomento di lezione abbiamo affrontato il mondo della blogosfera e come compito abbiamo dovuto appunto creare un blog con un tema a piacere. Noi ci siamo incaricate di far conoscere a più persone possibili l'esistenza di questa nostra sede, sconosciuta anche dagli stessi abitanti del posto ,ma ritenuta una piccola oasi felice da studenti e insegnanti stessi.purtroppo questa realtà sta per scomparire...come mai? è tutto scritto tra le pagine del nostro blog; oltre tutto abbiamo potuto avvicinarci a questo mondo ancora poco conosciuto ma che sta iniziando ad avere un gran successo grazie alle infinite possibilità di comunicazione e informazione che offre..Un saluto a tutti i blogger e buona fortuna!!!

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nelle rubriche: sociale



Il blog come autoanalisi
martedì, luglio 17, 2007

riccardaIl mio blog: http:/www.riccarda.splinder.com

Ho, dopo vari tentativi di comunicazione nel mondo di internet, trovato il modo di esprimermi sia in termini estetici, con foto, disegni e altro, sia la possibilità di entrare in contatto con persone che sono più simili a me di quanto potessi immaginare standomene sola a casa.
Per esperienza di vita vissuta, so che parlare di “depressione”, la mia, annoia da morire.
Annoiava me perché a suon di analisi, bisogni insoddisfatti, terapie, e irritazioni varie nello scontrarmi con lo scetticismo o approssimazione altrui mi aveva esasperato.
Annoia spesso tanti interlocutori perché quando uno ti chiede : Come stai?, se tu rispondi sempre  che non va bene, alla fine ti evitano. E se anche non ti sei già isolata da sola, ci pensano gli ultimi tuoi amici a farlo.
Ma il mondo non è fatto solo di depressi, per fortuna.
Ci sono anche persone che comprendono e non perché sono missionari o dediti alla pietà. Può essere che abbiano passato sulla propria pelle, o perché semplicemente intelligenti, o perché ancora sono intelligenti e sono stati per un periodo depressi, e sanno cosa significhi comunicare e far conoscere ogni aspetto della verità.
Non c’è solo il mondo della sanità, della salute o dell’efficienza.
C’è anche un mondo fatto di piccoli particolari, che come in un caleidoscopio tende a scomporsi e riunirsi in altri aspetti a volte affascinanti, a volte sconvolgenti e drammatici.
Fare un viaggio di comunicazione con alleati che ti credono perché non c’è motivo che tu possa far credere cose diverse in questo contesto, che ti stimano, se ti hanno scelto a prescindere, perché tanto non ci guadagna nulla nessuno… ti da una fiducia diversa rispetto al “mezzo”
Qui, mi sento in una situazione abbastanza simile a quella che dovrebbe essere un ambiente “personale”.
Nessuna forzatura.
Faccio, scrivo quello che mi va e qualcuno mi sta vicino perché ha voglia di farlo.
Poi, meravigliosamente, scopri il mondo di altre persone senza dover per forza “corteggiare”.
E anche questa è un’esperienza nuova per me.
Mi affaccio ad una finestra di un cortile che è ampio e variegato.
Ognuno ha una realtà diversa e per qualche aspetto vi trovo qualcosa che mi appartiene.
A volte mi sento l’esperta della situazione, a volte chiedo aiuto a chi considero più preparato di me e ciò non mette in pericolo la mia autostima, anzi. Sembra che, seppur nel virtuale, ci sia un po’ di giustizia.
Alla fine, la cosa che mi ha stupito di più è di avere  altre DONNE come amiche.
Nella vita reale, là fuori, non so per quale motivo, ho sempre trovato l’inimicizia, la competizione, la falsità.
Beh non voglio dire che bloggare sia perfetto, ma mi ha dato la dimensione per poter esprimere quello che ho voglio di esprimere, senza dover entrare in conflitti personali e provare vergogne o competizioni esasperanti.
Ci sono anche personaggi che passano e dicono una cosa qualsiasi nel contesto di una foto o di un titolo del post, senza capire l’argomento e quindi dicendo assurdità.
Beh ciò mi diverte anche.
E’ simpatico pensare che c’è chi entra in un bar e chiede mezzo chilo di fagioli, no?
Così si esorcizza anche un po’ il tono drammatico che magari sta prendendo l’argomento
Questo è, per me, esprimere la mia depressione, il mio percorso individuale, sentirmi di aiuto con la mia esperienza per qualcuno che può averne bisogno. In una specie di autoanalisi che mi accompagna e che mi insegna ancora qualcosa.

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nelle rubriche: vita, scrittura, sociale



la possibilità di fissare ciò che svanisce
martedì, maggio 15, 2007
Il nostro blog: http://viadelporto.splinder.com

Asfalto è il blog delle persone senza dimora di Bologna. Volendo rimanere in tema questo blog ha cambiato certamente la vita a molte persone che danno un senso alla loro giornata e ad un pezzo della loro vita anche grazie a questo blog. Abbiamo avuto molto interesse su di noi: giornali, radio e anche televisione si sono occupati di quello che abbiamo poi scoperto essere il primo blog di gruppo delle persone senza dimora in Italia.

Dal laboratorio di informatica del Centro diurno di via del Porto 15 a ottobre 2006 nasce un nuovo spazio alla comunicazione. Un Blog nel quale poter raccontare qualcosa di noi, che viviamo la strada e lavoriamo nei laboratori del Centro diurno. Perché un blog?! Perché crediamo che ogni storia è degna di essere raccontata, soprattutto se fatto con verità ed ironia. Perché il Blog è uno strumento che ci da' la possibilità di fissare ciò che invece svanisce: perché la vita è brevissima e le emozioni sfuggono! E in strada la memoria è corta: perché non ci sono album di ricordi a raccontare il nostro passaggio, ma solo voci, incontri che svaniscono al prossimo giro.

In questo spazio è bandito il pregiudizio, è invece benvenuto il confronto e lo scambio di idee sui temi che più ci toccano da vicino: vita di strada, emarginazione sociale, legalità, dipendenze, lavoro…ma non solo: ci sarà spazio anche per argomenti più divertenti e siccome, "non può piovere per sempre" parleremo anche di amore, politica, amicizia e quant'altro possa saltarci in testa. Senza filtro.

Vogliamo che questo Blog sia un'esperienza positiva, che ci porti a costruire un ponte di comunicazione anche verso gli operatori sociali e la città tutta.
Siamo troppo fuori… ma ci stiamo troppo dentro!

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nelle rubriche: sociale



Il blog dei clochard
lunedì, dicembre 18, 2006
Il blog dei clochard Milanesi: http://stazionemilano.splinder.com

Nel mio blog è comparso un invito e, cosa curiosa, proprio mentre postavo sulla Teoria del caos, di come un qualsiasi fatto anche piccolo possa influire su sistemi lontani rompendo equilibri. Bene l'invito proveniva da Ina, una barbona che scrive da un'associazione di volontariato ed è poi aiutata, lei ed altri clochard, da due ragazze o signore. Sul loro blog gli invisibili scrivono, direttamente o indirettamente, le loro storie o poesie. Questo il commento/invito comparrso nel mio blog: "ciao, siamo dei clochard della stazione di milano, tra noi ci sono delle brave persone, esattamente come nel vostro mondo pulito e così detto civile, vieni a trovarci, vogliamo far conoscere le nostre storie, i nostri sogni, le nostre poesie e tutto ciò che stiamo facendo con alle spalle delle associazioni per migliorare la nostra vita... Ti aspettiamo" Poi ho incontrato Ina in chat e lei mi ha inviato una sua poesia da pubblicare, la chat si è interrotta improvvisamente, ma ero riuscita a mandare il mio indirizzo e-mail. Il blog è appena aperto ed ha molte difficoltà. Io l'ho segnalato in un post da me  e c'è stata una risposta enorme, commenti tanti e ricchi, non solo, molti blogger stanno linkando e facendo post su questo blog barbone, e questo è sì un blog che potrebbe cambiare qualità di vita a queste persone che non hanno voce. Da ieri ci sono molti commenti da me e da loro ma... Non ci sono risposte da parte dei BarBoonBand e non ci sono nuovi post in Stazionemilano. Questo fa capire la difficoltà oggettiva loro e delle due persone, Mutty e Cinzia, che le aiutano. Mutty copia sulla penna la sera i file del blog, la mattina prima delle sette glieli porta a far vedere sul portatile. Poi va in ufficio, dove non ha internet, ma telefona alla sua amica Rosy che la aggiorna. Mutty raccoglie i fogli i carta con le storie e le pubblica quando può. Poi c'è l'associazione S.O.S che ogni tanto permette a Ina e agli altri di collegarsi direttamente. Tutto abbastanza difficile e faticoso. Per questo pensavo a qualche bloggaro di Milano che mettendosi in contatto con Mutty per mail potrebbe dare una mano (meglio un mouse) direttamente in loco. E se qualcuno avesse un vecchio computer da dare all'associazione per farli collegare? E se trovassimo qualche sponsor? E se lo sponsor fosse Splinder?

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Sindrome da dipendenza web
giovedì, novembre 23, 2006
Il mio blog: http://web.mac.com/frame0075/iWeb

Occhi arrossati? Problemi di articolazione alle mani? Facile irascibilità? Tendenza alla distrazione? Difficoltà a relazionarsi in ambito familiare e sociale? Assenteismo sul lavoro? Scarso rendimento professionale? Tendenza a trascurarsi?
Se avete almeno un paio di questi problemi o addirittura riconoscete vostre tutte queste sintomatologie e insieme siete soliti utilizzare un computer, allora, non ci sono dubbi. La causa è una sola e si chiama Sindrome da Dipendenza Web.
Il problema non è, ovviamente, nuovo ma stavolta c’è l’Università di Stanford che dà i numeri.
Da uno studio che va avanti da oltre due anni e che ha campionato un rilevante numero di persone intervistate è venuto fuori che, indubbiamente, internet crea dipendenza tra i suoi fruitori abituali e provoca anche vere e proprie crisi di astinenza.
La sindrome preoccupa seriamente l’APA (American Psychiatric Association) e un docente dell’Università di Harvard che sostengono che il problema “non sono le ore spese al computer ma quelle perse in altre attività”. Ogni ora persa a navigare sono 24 minuti sottratti alle relazioni sociali e 12 minuti (soli???) tolti al sonno.

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Italian Blogs For Darfur
domenica, luglio 23, 2006

ib4d.1Il mio blog: http://itablogs4darfur.blogspot.com

Quanti tra di noi si sono stancati di quanta spazzatura mediatica ci viene propinata ogni giorno anche dai Tg nazionali? Quanti leggono su Internet e sulla stampa estera (già...quanti?) delle guerre e delle tragedie che ogni giorno si consumano nel mondo? Da queste domande è nata l'idea di Italian Blogs For Darfur, frutto della mia indignazione per il silenzio dei TG italiani su temi di più ampio respiro internazionale e di estrema drammaticità come il "genocidio" del Darfur, troppo spesso sostituiti da gossip e bollettini del meteo e del traffico.

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parliamo di alzheimer
venerdì, aprile 28, 2006

Il mio blog: http://lalzheimerdeglialtri.splinder.com

Salve!
Quella dell'Alzheimer è una realtà negata, nonostante se ne parli molto a livello di conferenze, convegni e seminari. Ho attivato "lalzheimerdeglialtri.splinder.com" perchè, nel mio piccolo, l'unico modo che ho per sensibilizzare è quello di scrivere. Questo blog vorrei fosse letto da altri caregiver come me ma non nascondo di averlo attivato soprattutto sperando che tra i suoi lettori un giorno ne capiti uno particolarmente illuminato, con un ruolo pubblico e dei poteri decisionali. Mi sono stancata di spedire letterine ai giornali e raccomandatine agli "enti preposti", così ho deciso di rendere pubbliche le mie riflessioni, parlando di Alzheimer in un blog, ma a modo mio. Non mi illudo che possa cambiare qualcosa in tempi brevi, però ritengo che certe verità non vadano taciute e che ciascuno di noi abbia il diritto di ammalarsi della malattia assegnatagli dal destino, anche la peggiore tra le possibili, senza per questo essere considerato un difficile, ingombrante caso umano.
Ringrazio Splinder per l'iniziativa e l'opportunità.
M.Grazia Franzini
Gargagnago - Verona

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lotta alla pedofilia
sabato, aprile 15, 2006
Il mio blog: http://massimilianofrassi.splinder.com

Tutto è iniziato per caso.
Dopo il successo dei miei primi due libri (I bambini delle fogne di Bucarest e L’inferno degli angeli) sentivo il bisogno di esprimermi con una nuova forma che mi permettesse un contatto quotidiano con tutte quelle persone che per vari motivi mi scrivevano. E’ nato così questo blog. E nel giro di poco, prima grazie ad un timido passaparola, poi con grande riscontro, è diventato in poco tempo il blog sul tema della lotta alla pedofilia, più letto in Italia.

Ma è anche diventato la voce delle vittime. Che per la prima volta hanno avuto uno spazio dove potersi raccontare, confrontare, trovare rispetto e difesa. Con grande responsabilità per il sottoscritto. Che si trova così ogni giorno ad inventarsi una pagina nuova, un motivo di riflessione o di provocazione, un suggerimento o una presa in giro. Amo il mio blog ed oggi credo che non saprei proprio rinunciarci. Grazie a tutti quelli che continueranno a farlo loro...

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Blog e solidarietà
martedì, marzo 14, 2006

Il mio blog: http://spaces.msn.com/fantinnedezena

ciao,
sono Clara di Genova, ho 30 anni e non uso il blog per farne un diario della mia vita, ma ho ugualmente una bella storia da raccontare.... nata con l'amore di 2 ragazze genovesi per le isole di Capo Verde e una piccola iniziativa personale che sta girando l'Italia grazie ad un BLOG.

E' da quasi un anno che periodicamente organizziamo spedizioni di materiale scolastico ad alcune scuole elementari dell'isola di Santiago della Rep. di Cabo Verde; abbiamo iniziato a raccogliere i nostri "residui bellici" della scuola e pian piano amici e parenti hanno voluto aiutarci e partecipare a questa iniziativa. Ho pensato di creare un blog a scopo culturale  e ho inserito un intervento riguardante la nostra piccola iniziativa. Nel giro di un mese ho iniziato a ricevere richieste di informazioni e proposte di partecipazione a questo progetto; sono stata addirittura contattata da un'associazione ONLUS di Foggia che organizza ogni anno una festa internazionale per le scuole italiane e non, e ci hanno chiesto di partecipare a questo evento per spiegare la nostra iniziativa e far conoscere la cultura capoveridana ai bambini italiani. Nel frattempo, grazie a una fitta corrispondenza via e-mail con alcuni amici che abitano su quell'isola, ci è stato proposto di organizzare una sorta di gemellaggio tra le scuole di Santiago e quelle di Noli (cittadina ligure, patria dello scopritore delle isole di Capo Verde).....
Che dire.... VIVA I BLOGS E VIVA LA TECNOLOGIA se porta sempre a questi bellissimi risultati!!


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nelle rubriche: vita, sociale